Amici e tradimenti, ovvero una storia di 2000 anni

«Amico, per questo sei qui» (Mt 26,50)

giuda iscariota
Per pregare
Signore Gesù, ti hanno accusato di essere «amico dei pubblicani e dei peccatori» (Mt 11,19). Ora, nell’ora delle tenebre più fitte, in cui l’amico consegna l’Amico nelle mani dei nemici, riveli fino a che punto tu sei fedele a te stesso. Ti preghiamo, preservaci da tutto ciò che nella nostra vita può tradirti e da tutto ciò che può consegnarti nelle mani di coloro che cercano di spegnere la luce del mondo che sei Tu, Signore, amico degli uomini. Se mai ci capitasse di venire meno al dono della tua amicizia, non smettere di trattarci come tali, perché la tua resistenza al male ci guarisca da ogni male. Siamo qui non per tradirti, ma per riaccogliere il tuo essere per noi amico del cuore e medico delle nostre anime. Kyrie eleison!
Per sperare
Non dobbiamo mai rassegnarci a disperare della misericordia di Dio, ma saperci sedere sulla soglia della divina tenerezza come mendicanti capaci di superare il blocco della vergogna. Quando siamo tentati di tradire e rinnegare, fino a voler distruggere ciò che è stato capace di scaldare il cuore fino a darci le vertigini della pienezza e 1’ebrezza dell’assoluto, l’unica via è tornare al punto di partenza. In realtà nessuno ci ha fatto «torto» (Mt 20,13) e forse semplicemente abbiamo dimenticato di indossare «l’abito delle nozze» (Mt 22,12). Ma possiamo ancora cambiarci, possiamo sempre cambiare e ricominciare.