Ci stiamo lasciando fregare la domenica

Se la gente conoscesse il valore dell’Eucaristia, l’accesso alle chiese dovrebbe essere regolato dalla forza pubblica.
(santa Teresa di Lisieux)

domenica-a-MessaDio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto (Genesi 2,3).
Non i soliti stracci ma il vestito bello. Non i pasti scadenti ma un pranzo abbondante. Il riposo dopo la dura fatica. Gli amici dopo la solitudine dei campi. Questo era la domenica nella civiltà contadina. Essa era il giorno che dava senso agli altri giorni. E tutto ruotava attorno alla messa.
Nella civiltà industriale la domenica è weekend per aspettare il lunedì: il giorno della produzione, quello vero. E la messa? E tempo sottratto al sonno, al footing, allo sport, alla gita. Come riproporre la domenica come il giorno che, con la risurrezione di Cristo, buca il tempo e apre sulla festa senza fine, per la quale siamo fatti? I lamenti e le nostalgie non servono. La domenica deve offrire quello che il cuore cerca e i giorni della produzione non danno: la gratuità. Dal lunedì al sabato c’è il profitto. Alla domenica c’è il dono: il tempo per sé, per la famiglia, per gli amici, per i malati, per i poveri, per i defunti, per il Signore. Con al centro la messa. Non un dovere, ma dono di Dio a noi e dono nostro a Dio e alla comunità, per camminare verso il giorno vero, quello senza tramonto.
(Tonino Lasconi)

Quando stai bene, la Messa l’ascolti; quando stai male e non vi puoi assistere, la Messa la dici.
(S. Pio da Pietrelcina)

domenica degli italiani