Commento al Vangelo del giorno: 01 Febbrao 2018 – Diventare essenziali

Il Vangelo di oggi: Mc 6,7-13

essenzialeAllora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.

Contemplo:

Ti benedica il Signore!
Il Signore vuole la nostra vita, la nostra vera felicità, per questo ci benedice, rivolge verso di noi il suo volto di luce. Sta a noi accoglierlo nella nostra vita, ascoltare la sua parola come fece Maria, la madre di Gesù, che accolse la parola dell’angelo e credette. Ella ci guidi sulle vie della pace e della fedeltà al nostro Creatore.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù ce lo chiede in questo brano. Infatti si legge: “E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche”. Ma a chi lo chiede? Ai Dodici. Proprio a coloro che sono le colonne della Chiesa. È da loro che gli altri possono imparare a vivere la fiducia in Dio, ovvero, fidarsi della Provvidenza, sia per quanto riguarda il cibo, sia per quanto riguarda gli abiti, sia per quanto riguarda tutte le cose di cui possono avere bisogno. Il Padre che vede le necessità delle sue creature provvede, come fa con gli uccelli del cielo che nutre, con i fiori dei campi che li veste meglio di Salomone. Chi conosce meglio di lui la nostra essenzialità, la nostra anima? Non è col suo soffio che ci ha dato vita plasmandoci da polvere e terra? Basta un bastone con il quale sostenersi nelle difficoltà del cammino. Essere essenziali vuol dire essere felici con poco, contemplare la grandezza del cielo senza timori. Lo sosteneva Anna Frank nel suo diario: “Prova anche tu, che ti senti solo o infelice o triste, a guardare fuori dalla soffitta quando il tempo è cosi bello. Non le case o i tetti, ma il cielo. Finché potrai guardare il cielo senza timori, sarai sicuro di essere puro dentro, e tornerai ad essere felice”. Questo mi ricorda una frase della scrittrice Susanna Tamaro, che io amo per la sua concretezza e semplicità: “Il cammino interiore che conduce alla libertà è il cammino di chi ha il coraggio di alzare lo sguardo verso il cielo e riconoscere la propria debolezza. Nella debolezza sente il suo nome pronunciato forte e risponde: Chi mi ama? È a questo punto che nasce l’unicità del proprio cammino che ci conduce ad esistere nella

libertà.”