Commento al Vangelo del giorno – 01 Luglio – Seguimi!

Il Vangelo di oggi: Mt 9, 9-13

seguimiIn quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Commento al Vangelo del giorno:

Matteo fa dire a Gesù ben due volte questa frase del profeta Osea: «Voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti» (Os 6,6). Ma ognuno dei quattro Vangeli può essere chiamato il Vangelo – la bella notizia – della misericordia di Dio. Nessuno è escluso dalla misericordia. Il segno più trasparente della misericordia di Dio è la croce di Gesù. Per il discepolo di Gesù non ci può essere ritualità senza misericordia, come non ci può essere misericordia senza adorazione.

Matteo accoglie l’invito del Signore e lo segue. Subito. Senza proferir parola, senza esitare. Nel volgere di pochi istanti la vita di Matteo, il pubblicano, cambia, si apre alla luce di una Parola che rende nuove tutte le cose. Ogni chiamata ai i suoi tempi, segue i ritmi del respiro di Dio. Per qualcuno tutto avviene nel volgere di pochi istanti, per altri non basta una vita. Io sono recidivo, ostinato. Sono sempre terribilmente uguale. Non cambio, forse non voglio cambiare. Una cosa mi consola: anche Dio non cambia, si ostina, continua a chiamarmi. Ho bisogno di tempo. E a Dio, essendo eterno, il tempo non manca. A. Louf, in “Sotto la guida dello Spirito”, ha delle espressioni tanto belle al riguardo. Ve le propongo. “È sempre illusorio credersi convertiti una volta per tutte. No, non siamo mai dei semplici peccatori, ma dei peccatori perdonati, dei peccatoriinperdono, dei peccatoriinconversione. Non è data un’altra santità quaggiù
[.. .]. Convertirsi significa ricominciare sempre questo rivolgimento interiore, per mezzo del quale la nostra povertà umana si volta verso la grazia di Dio. La conversione, infatti, è sempre una questione di tempo: l’uomo ha bisogno di tempo e anche Dio vuole avere bisogno di tempo con noi. Ci faremmo un’immagine dell’uomo assolutamente errata se pensassimo che le cose importanti nella vita di un uomo possano realizzarsi immediatamente e una volta per tutte. L’uomo è fatto in modo tale che ha bisogno di tempo per crescere, maturare e sviluppare tutte le proprie capacità. Dio lo sa meglio di noi e per questo aspetta, non desiste, è indulgente, longanime: «La bontà di Dio ti spinge alla conversione » (Rm 2,4). Nel Prologo della sua Regola, Benedetto ne fa un commento pregnante: Dio è ogni giorno alla ricerca del suo operaio e il tempo che ci dà è una dilazione, un dono, un tempo di grazia che ci viene accordato gratuitamente. È un tempo che possiamo utilizzare per incontrare Dio ancora una volta, per incontrarlo sempre meglio nella sua stupenda misericordia”. C’è Speranza nel mio cuore. Sono sicuro che tu mi attendi, ogni giorno, al sorgere del sole. Così anch’io “ogni mattina mi dico: oggi comincio”. (San Antonio Abate).

(don Luciano Vitton Mea)