Commento al Vangelo del giorno – 01 Maggio 2017 – Giuseppe il lavoratore

Il Vangelo di oggi: Mt 13,54-58

Gesù venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose? ». E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.

Commento al Vangelo del giorno:

Non è il figlio del falegname?
San Beda il Venerabile, monaco benedettino inglese, Dottore della Chiesa, in una della tante immagini poetiche che costellano le sue riflessioni sui Vangeli, dice che Gesù si era scelto sulla terra un padre falegname, un artigiano, che fosse simile al Padre suo del Cielo, quel Dio che ha «fatto» il Cielo e la Terra. Egli ricordava le parole di Gesù: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco»

Il brano evangelico scelto per la memoria di san Giuseppe lavoratore segue le parabole con le quali Gesù descrive le conseguenze dell’accettazione o del rifiuto del suo Vangelo. L’episodio di Nazaret rivela, purtroppo, che proprio lì dove “la Parola di Dio si è fatta carne”, Gesù, invece dell’accoglienza, trova prima diffidenza e poi rifiuto del suo messaggio e della sua persona. I Nazaretani non sanno andare oltre a ciò che essi hanno visto per decenni in paese, quando identificavano Gesù con il suo lavoro di carpentiere, ereditato dal “padre”, Giuseppe. Essi dimenticano che l’essere di una persona — soprattutto se Figlio di Dio — non si esaurisce con la sua professione.
Da tutti Gesù è conosciuto come il figlio di Giuseppe. È l’umile falegname che gli insegna a vivere come uomo, a lavorare per guadagnarsi da vivere, ma anche a rallegrarsi per le piccole e grandi gioie quotidiane. Il Cristo è vero uomo anche perché ha fatto l’esperienza di avere un padre che lo ha preso per mano e lo ha accompagnato a diventare adulto capace di assumere responsabilità davanti a Dio e all’umanità. Quel padre benedetto, San Giuseppe, opera con noi la stessa cosa: egli ci prende per mano per farci crescere nella santità. Questo perché noi possiamo consapevolmente assumerci la responsabilità che viene dall’essere credenti nel Figlio. Ricorriamo troppo poco alla sua intercessione: eppure tanti santi hanno provato e
sperimentato nella loro vita il suo aiuto potente!