Commento al Vangelo del giorno: 01 Maggio 2019 – Maria e Giuseppe: collaboratori di Dio

Il Vangelo di oggi: Gv 3, 16-21:

”Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”

la luceIn quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Contemplo:

Risuona nel tempo:
Cristo risorto non è semplicemente ternato a vivere. Sarebbe troppo poco; e poi sarebbe stato un fatto constatabile. Cristo risorto è invece entrato a godere della speranza alimentata nei secoli presso tutti i popoli, in base alla quale Dio avrebbe realizzato un mondo nuovo di giustizia e di pienezza per ogni creatura e per l’intero universo. Da allora quella predicazione risuona nel tempo: Cristo è risorto. E’ un annuncio ancora oggi strano; molti lo rifiutano almeno a livello superficiale. Per credere nel Cristo risorto è necessario, allora, far reagire il racconto della risurrezione, narrato da persone che con il loro amore alla vita lo rendono credibile.

Commento al Vangelo del giorno:

Dio ha tanto amato il mondo da mandare il Figlio unigenito. Non lo ha mandato nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Ecco maggio, il mese che la tradizione popolare cristiana ha dedicato a Maria: Mese della luce più chiara, dell’esplosione dei fiori, dei colori, del canto. Nel cielo azzurro giocano le rondini levando, insieme, lodi al Creatore. Maria! Colei che ha dato carne umana all’unigenito Figlio di Dio. “Ti saluto, Signora santa, madre di Dio”. Cantava il poverello Francesco. Non si può non cantare di fronte a una Signora così bella. Offriremo rose rosse alla Vergine Madre. Accanto a lei, lo sposo amato, Giuseppe della famiglia di Davide, ricordato oggi dalla Chiesa come il lavoratore. Umili e silenziosi Maria e Giuseppe, hanno introdotto il Figlio nel mondo degli uomini: collaboratori di Dio per la nostra salvezza, per la vita eterna di chiunque crede in questo amore tanto grande.