Commento al Vangelo del giorno – 01 Maggio – Vi lascio la pace, vi do la mia pace

Il Vangelo di oggi: Gv 14,23-29

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Commento al Vangelo del giorno:

Diceva san Leone Magno che, nei giorni tra la Risurrezione e l’Ascensione, Gesù non è stato inoperoso, ma ha illuminato gli Apostoli sui «grandi sacramenti e i grandi misteri» della sua vita, spiegando loro tutta la Scrittura (Lc 24,27.32). Il Vangelo di Giovanni, che riporta tutte le rivelazioni «pasquali» di Gesù, ci conferma che il Padre e lo Spirito Consolatore hanno preso dimora in noi, per i meriti di Gesù, Figlio di Dio fatto uomo.

gesù-amoreUna vecchia leggenda racconta che San Giovanni Evangelista, vecchio e ormai sul letto di morte, continuava a mormorare: “Figli miei amatevi gli uni gli altri, amatevi gli uni gli altri….” L’amore è la chiave che apre il cuore dell’uomo alla presenza di Dio, anzi che diventi dimora stessa di Dio. Che l’Eterno anelasse a fare della sua creatura un lembo di cielo lo si intuisce, se pur velatamente, già nell’Antico Testamento: “Vieni, mia eletta, e porrò in te il mio trono”. San Giovanni nel Vangelo lo dice espressamente: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». Per questo San Bernardo di Clairvaux può affermare: «E’ necessario che l’anima cresca e si dilati per poter contenere Dio. Ora, la sua larghezza corrisponde al suo amore, come dice l’Apostolo: “Dilatatevi nella carità”». E in un altro passo lo stesso autore sottolinea: “Non fà meraviglia che il Signore Gesù è lieto di abitare nell’anima, che è come un cielo …” Chi vive nell’amore diventa, per San Bernardo, un piccolo “paradiso terreste”, un’anticipazione dell’eterna dimora, un giardino dove Dio può passeggiare con la sua creatura. I tratti idilliaci dell’amore, per essere autenticamente cristiani, si devono incarnare, devono deporre le vesti per dare posto al grembiule; il paradigma del cristiano non è un’idea astratta e sentimentale dell’amore, ma un persona, un nome, un’esperienza: Gesù di Nazareth, il crocefisso. Il teologo latino americano Gustavo Gutiérrez ci ricorda che: “andare al Padre è una questione di vita, di impegno. E’ una adesione e un amore alla persona di Gesù che si esprime nell’attenzione alla sua parola, nell’impegno a mettere in pratica il modo di vivere di Gesù”. In altre parole l’amore che dilata il cuore “è un amore che ci permette di combattere ogni genere di malvagità: l’odio, la rabbia, l’indifferenza, l’egoismo …” Le porte del giardino di Dio, del paradiso terreste, in attesa di quello celeste, si aprono solo se avremo il coraggio di dirci e di dire “Se non ho la carità, non sono niente”.