Commento al Vangelo del giorno – 01 Marzo – quante volte dovrò perdonargli?

Il Vangelo di oggi: Mt 18, 21-35

perdono di dioIn quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Commento al Vangelo di oggi:

«Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa» (Mt 18,26.29). Secondo la parabola evangelica, chi parla così a Dio è perdonato, ma non accade lo stesso a chi rivolge tali parole a un uomo. È sconcertante. Noi, che pure siamo fatti della stessa terra, non abbiamo pietà dei fratelli. Il Signore Gesù ci chiama ad accoglierci e a perdonarci a vicenda, solo così saremo veri figli del Padre buono celeste.

Gesù risponde alla domanda dell’apostolo con una parabola. Ma nella semplicità di questo racconto, forse non cogliamo pienamente la trascendenza del messaggio che il Signore vuole inviarci. Nell’antichità vigeva la legge del taglione: “occhio per occhio, dente per dente”… Era equa, non si può negarlo, ma comunque sempre assai meno umana dell’amore e della misericordia di Dio che Cristo ci vuole mostrare. Gesù risponde che è necessario perdonare il prossimo fino a “settanta volte sette”. Usa numeri molto significativi per gli ebrei dell’epoca, che danno alla frase un senso di pienezza: bisogna perdonare sempre. La parabola che segue, ci mostra la grande compassione che tutti noi peccatori suscitiamo agli occhi di Dio, quando andiamo da lui e ci prostriamo chiedendogli perdono. Il Re dell’Universo è altrettanto sensibile quanto il re della parabola, e magnanimamente tende la mano e perdona i nostri debiti al suo amore, se trova in noi un cuore pentito e desideroso di riparare. E come una debolezza. Dio non sa trattenersi dal perdonare. Il perdono al giorno d’oggi è moneta abbastanza svalutata. Basta dare un’occhiata ai conflitti internazionali per vedere che con la legge del taglione, per quanto equa e severa possa essere, non si risolvono i problemi.