Commento al Vangelo del giorno – 01 Novembre – Beati i…

Il Vangelo di oggi: Mt 5,1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i
suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Commento al Vangelo di oggi:

«I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre» (Dn 12,3). Gesù dice dei santi ciò che ha detto di Maria: «Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,28). La grazia della «letizia» o «beatitudine» evangelica è una grazia che non possiamo presumere di avere; ma il Signore la concede gratuitamente a chi la chiede e a chi la ammira nei suoi santi.

beatitudini - discorso della montagnaSì, la speranza. Se questa virtù non ci sostiene, non è certa la nostra perseveranza, potremmo smarrirci per via, ed è così facile, oggi purtroppo. È facile rinunciare agli ideali della vita cristiana, primo perché sono difficili e lontani; secondo perché la psicologia dell’uomo moderno è rivolta al conseguimento, anzi al godimento di beni facili e immediati, di beni esteriori e sensibili, più di quelli interiori e morali; terzo perché l’opportunismo è di moda. Il successo vicino e proprio prende il posto degli ideali, obbligato a dure resistenze e ad antipatiche posizioni. All’entusiasmo della resistenza, del coraggio, del sacrifico subentra il calcolo dell’utilità, l’accettazione della moda, la fiducia nella maggioranza, la noia di sostenere la parte di una propria precisa, forte e incomoda impopolarità; posizioni psicologiche ed altre simili che non sanno vivere la speranza.
La speranza è la consapevolezza che il cristiano ha di essere fin d’ora inserito mediante la grazia dello Spirito Santo in un grande piano di salvezza, per cui la propria sorte è avvolta da una promessa non illusoria.