Commento al Vangelo del giorno – 02 Marzo – Soffrire per vivere

Il Vangelo di oggi: Lc 9, 22-25

seguire-gesù«Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?».

Commento al Vangelo del giorno:

«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23). Le esigenti parole di Gesù non vogliono che odiamo noi stessi, ma che poniamo lui al di sopra dei nostri piccoli desideri terreni. Ogni cosa davanti a Dio diventa piccola e relativa: se vogliamo seguirlo, occorre che sia lui per noi la realtà più importante.

Forse, già lo sapete, ma fa bene ricordare che quando Gesù ha cominciato a dire che Egli “doveva soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere” tra i suoi discepoli c’è chi si è scandalizzato, a partire dal buon Pietro, scelto da Gesù come capo degli apostoli. Infatti, secondo la logica umana fa scandalo che il Messia debba soffrire o, meglio, che voglia soffrire per amore nostro. Quell’espressione “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto” contiene un comando (deve soffrire) che non viene dall’esterno ma parte dall’interno del cuore di Gesù, indicandoci che Egli “sceglie” di amarci attraverso la sofferenza. Ma non credo che Egli intendesse dare priorità alla sofferenza fisica (quella può essere una variabile), quanto alla fatica tipica di chi vuole amare e dare senso alla propria vita. In questa prospettiva, tutti possiamo “respirare” e tornare a comprendere quanto sia importante che ogni giorno,(nel segno dell’oggi) facciamo nostra la scelta di Gesù. Ne guadagna la qualità della nostra vita, perché “lasciarsi vivere, significa vedersi morire” (V. Ghika) .

Fiorella Elmetti