Commento al Vangelo del giorno: 02 Ottobre 2017 – La misura dell’amore

Il Vangelo di oggi: Mt 18,1-5.10

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Contemplo:

I loro angeli vedono il Padre
Gli angeli sono il segno della Provvidenza di Dio. La nostra vita è detta «spirituale» non perché già contempliamo il volto di Dio, ma perché siamo mossi, attirati e invitati dalla sua Presenza provvidente. Gli angeli salgono con la contemplazione, attirati dal desiderio e dall’amore, e scendono per il servizio dell’amore contemplato (cf Gv 1,51). La preghiera del cristiano sale per lodare e scende per abbracciare speranze, gioie e angosce dell’uomo.

Commento al Vangelo del giorno:

Bisogna proprio sentirlo dalle sue labbra, ma ancora non l’abbiamo capito: un bambino è la vera misura del regno dei cieli. Prendersi cura di un bambino non è “giocare alla mamma”, ma costruire un mondo più a misura d’uomo… o meglio…a misura dell’amore. E il vero amore viene da Dio, inutile negarlo. Oggi si stanno susseguendo tanti avvenimenti e questo mondo pare pieno di rabbia e di contraddizioni. Perché? Non credo di esagerare se dico che tante violenze accadono per il fatto che noi abbiamo voltato la faccia a Dio. Chi prega più? Le chiese sono sempre più vuote, anche di domenica. In famiglia non si insegna più ai bambini ad andare a Messa: devono riposare. E per questo non ci vanno più nemmeno mamma e papà: devono riposare. Di lì a diventare volgari, cattivi e violenti il passo è breve. Dio, invece, vuole la nostra felicità, e lo fa ponendoci accanto gli angeli custodi, di cui oggi la liturgia celebra la festa. Una presenza quella degli angeli custodi da accogliere con rispetto. Infatti, nel libro dell’Esodo si legge: Così dice il Signore: «Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa». Qui, come in altre pagine della Bibbia, (ma anche nella nostra vita) possiamo contemplare la promessa di Dio: “Non temere, io sono con te”. Sì, sempre il Signore è con noi, anche quando ci troviamo nel buio più nero. Gli angeli sono come le stelle, ci rasserenano e illuminano i nostri passi.