Commento al Vangelo del giorno – 03 Aprile – Pace a voi!

Il Vangelo di oggi: Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

gesu e tommaso

Commento al Vangelo della domenica:

Signore Gesù, l’evidenza dei fatti non sempre ci convince. Nonostante che gli Apostoli ci dicano: «Abbiamo visto il Signore!», rimaniamo indecisi e, «andando come a tentoni» (At 17,27), continuiamo a cercare la pace che solo tu ci puoi dare. Solo tu sei «la nostra pace» (Ef 2,14) e solo nella tua Chiesa potremo trovare «giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo», in modo da proclamare con Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Non ho saputo resistere alla tentazione di presentarvi una delle più belle pagine scritte da don Primo Mazzolari. Un’omelia proprio sulla figura di Tommaso che, con pochi tratti, mette il luce la bellezza di questo apostolo che fa fatica a credere ma che ci è tanto vicino nella sua umanità.

tommaso voleva toccareNel vangelo d’oggi c’è un cenacolo e una porta chiusa. Una porta chiusa per timore di qualcuno è storia di tutti i giorni, anticipata nel servo della parabola che sotterra il talento per paura di perderlo. Per fortuna che al Signore non importa nulla dei nostri catenacci, ed esce ed entra come vuole la sua carità. Egli cammina o si ferma, opera o riposa, parla o tace, senza badare ai nostri timori. Il Signore mostra di non offendersi dell’incredulità di Tommaso, ma ne fa anzi un argomento per la nostra fede. Non è vero che al Signore dispiacciono certe resistenze.
Quando sono resistenze ragionevoli, quando è l’uomo leale, l’uomo onesto, che, prima di affidarsi a un altro, prova se può fare da sé, il Signore non può essere malcontento.
Basta approfondire un po’ l’episodio di Tommaso. E vero che egli si è mostrato contegnoso e renitente, e che prima di gridare: «Signore mio e Dio mio», ha voluto essere sicuro della piccola garanzia che offrono i sensi, ma, adesso, il Signore sa che può contare su di lui più che sugli altri, che quel grido è un
credo che verrà continuato anche davanti al martirio. Tipi come Tommaso ci mettono un po’ ad inginocchiarsi, ma, quando si inginocchiano, si inginocchiano veramente, quando amano, amano veramente.
Quando Tommaso si offre, è un uomo che si offre. E se offre a Cristo il proprio cuore, è un cuore d’uomo che si offre. E se china la sua testa davanti a lui, è una testa d’uomo che si china. Così comincia l’adorazione «in spirito e verità».

(P. MAZZOLARI, La parola che non passa, Vicenza 1984, 138s., passim).