Commento al Vangelo del giorno – 03 Febbraio – essere profeta in patria!

Il Vangelo di oggi: Mc 6,1-6

gesu predicaIn quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Commento al Vangelo di oggi:

«Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti! Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia » (Sal 31,11). La rettitudine di cuore ci porta a riconoscere la verità anche quando la coscienza ci rimprovera qualcosa. Se il Signore ci fa comprendere che abbiamo sbagliato, dobbiamo riconoscerlo umilmente, e chiederne perdono. Il Signore che guarda nel nostro intimo, vedrà la nostra contrizione e ci rialzerà dalla nostra angoscia.

Capita che quando conosciamo una persona da bambina quando poi ce la ritroviamo adulta non vediamo in lei la ricchezza che porta in sé. Così accade agli abitanti di Nazareth che hanno visto Gesù crescere in mezzo a loro come “il falegname, il figlio di Maria…”. In questo sguardo manca la misericordia di Dio, come ci richiama l’amato Papa Francesco nella sua catechesi: “…l’immagine che suggerisce è quella di un Dio che si commuove e si intenerisce per noi come una madre quando prende in braccio il suo bambino, desiderosa solo di amare, proteggere, aiutare, pronta a donare tutto, anche sé stessa. Quella è l’immagine che suggerisce questo termine. Un amore, dunque, che si può definire in senso buono viscerale. Poi è scritto che il Signore è ‘pietoso’, nel senso che fa grazia, ha compassione e, nella sua grandezza, si china su chi è debole e povero, sempre pronto ad accogliere, a comprendere, a perdonare. È come il padre della parabola riportata dal Vangelo di Luca: un padre che non si chiude nel risentimento per l’abbandono del figlio minore, ma al contrario continua ad aspettarlo – lo ha generato! – e poi gli corre incontro e lo abbraccia, non gli lascia neppure finire la sua confessione – come se gli coprisse la bocca -, tanto è grande l’amore e la gioia per averlo ritrovato; e poi va anche a chiamare il figlio maggiore, che è sdegnato e non vuole far festa, il figlio che è rimasto sempre a casa ma vivendo come un servo più che come un figlio, e pure su di lui il padre si china, lo invita ad entrare, cerca di aprire il suo cuore all’amore, perché nessuno rimanga escluso dalla festa della misericordia. Eh, la misericordia è una festa!”. Se il nostro cuore si apre alla meraviglia, la misericordia già entra in noi.