Commento al Vangelo del giorno: 03 Marzo 2018 – Convertiti e vivi

Il Vangelo di oggi: Lc 15,1-3.11- 24

Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

Commento al Vangelo del giorno:

Dio è molto più grande dell’uomo, Egli non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Noi uomini tante volte siamo meschini. Per il figliol prodigo, il problema non è stato il Padre, ma il fratello, freddo come un pezzo di marmo e vendicativo come una vipera. Dio è amore e non può mai abbandonare la sua creatura; Egli usa misericordia con tutti, guarda tutto ciò che di bello e di grande vi è nei suoi figli. Il top della gratuità è immergersi nell’amore di Dio e in quell’amore dirigersi verso i fratelli. Allora si entra nella bellezza dell’amore puro che genera il dono di sé, la gioia, il perdono. In tal modo il limite dell’altro è visto come inizio della nostra generosità; il peccato dell’altro è visto come una chiamata ad amare di più i nemici visti come persone che cercano affetto; i poveri sono riconosciuti come nostre guide. Beati coloro che amano come ama Dio perché oltre ad essere felici fanno felici gli altri e il loro sorriso d’amore illumina il mondo