Commento al Vangelo del giorno: 03 Novembre 2017 – E’ lecito guarire di sabato?

Il Vangelo di oggi: Lc 14,1-6

Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico. Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no curare di sabato? ». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

gesu guarisce

Contemplo:

Lo prese per mano e lo guarì Signore Gesù, mi presento a te come chi è malato e ha bisogno di cure. Tu conosci il mio intimo e sai quali sono le mie azioni, mi fai vedere quali sono le cose che devo evitare e quali, invece, devo seguire. Aiutami a mettere in pratica la tua legge d’amore, prendimi per mano e guarisci il mio cuore, affinché ogni mia azione sia secondo la tua volontà e la tua gloria.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù ha il Suo disegno e la Sua missione da compiere: Egli li porterà a termine, fino in fondo. Nel Vangelo odierno leggiamo che è certamente lecito, nel giorno di sabato, guarire un malato, cioè compiere un’opera di salvezza. Solo il formalismo dei dottori della legge e dei farisei potrebbe dubitarne. Occorre cogliere e praticare l’anima dell’osservanza sabbatica. Importante è che impariamo che il solo modello della nostra vita cristiana è Gesù, e che noi tutti siamo chiamati ad avere i Suoi stessi sentimenti, portando avanti il Suo spirito e il Suo metodo.
Medita
Gesù prende per mano l’uomo malato e lo guarisce. Da un punto di vista pratico, il contatto tra il Signore e la persona non era assolutamente necessario: quante volte egli ha guarito malati persino a distanza, senza nemmeno vederli? Eppure. questo gesto si carica di un significato di amore assolutamente speciale. Di fronte all’ostilità dei farisei che trattano l’uomo semplicemente come un cavillo giuridico, Gesù vuole fargli sentire la sua compassione e la sua misericordia, attraverso un gesto semplicissimo ma carico di tanti significati. È un gesto che dice affetto e condivisione del dolore, ma anche speranza e presenza amica: magari fossimo in grado anche noi di moltiplicare, nella vita quotidiana, tali gesti semplici ma efficaci! Non avremmo bisogno di molte parole per far comprendere quanto è grande l’amore di Dio.