Commento al Vangelo del giorno: 03 Ottobre 2018 – Rischiare un viaggio

Il Vangelo di oggi: Lc 9,57-62

seguire DioIn quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo ». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre ». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Contemplo:

La voce immensa del creato
Chi in tutto questo splendore della creazione non vede la luce, è cieco; chi non si sente stimolato dalla voce immensadell’universo, è sordo; chi, da uno spettacolo così vario e bello, non si sente spinto a lodare Dio, è muto; ed è stolto chi, da tanti indizi, non riconosce il Primo Principio di ogni cosa. Tu, dunque, apri gli occhi, tendi l’orecchio dello spirito, sciogli le tue labbra e avvicina il tuo cuore, cosicchè nelle creature potrai vedere, sentire, amare e celebrare, esaltare ed onorare il tuo Dio. Se non vuoi che tutto il mondo gridi contro di te, come ammonisce la Scrittura: “L’universo si scaglierà contro gli insensati” (Sap 5,21). Invece potranno gloriarsi quegli spiriti saggi che, con il salmista, sanno trovare motivo di gioia nelle opere del Signore, motivo di esultanza nelle meraviglie della creazione, “opera delle sue mani” (Sal 91,5).

Commento al Vangelo del giorno:

«In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: “Ti seguirò dovunque tu vada”. E Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” ». È inutile, non possiamo pensare che Gesù sia la rassicurazione necessaria per passare una vita serena. Anzi, egli al contrario è la spinta necessaria a rischiare un viaggio, a mettersi in cammino, a mettersi in balia degli eventi, delle cose, delle scelte. Gesù non rassicura mai, al massimo incoraggia. «A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. Gli replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio”». Sì, perché a volte ci muoviamo solo tra compromessi con cadaveri, cioè con cose che non ci portano nessuna vita e sono solo il temporeggiare di chi non vuole mai prendere delle decisioni. «Un altro disse: “Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia”. Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio”». E poi ci sono quelli che mettono le condizioni, ma non si accorgono che, se nella ricetta di una torta togli o cambi un ingrediente, solitamente il risultato è qualcosa di immangiabile. La radicalità non è eroismo, è furbizia nel non rovinare le cose.