Commento al Vangelo del giorno: 04 Aprile 2018 – Tutto risorge in un incontro

Il Vangelo di oggi: Lc 24,13-35

discepoli emmausEd egli disse loro: “Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”. E partirono senz’indugio e fecero ritorno a  Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Contemplo:

Qui sta il miracolo di Dio
Il credente di ogni tempo si interroga: la sua era una illusione, era una pretesa, oppure era una affermazione garantita da Dio? Dio era dalla parte di Cristo o dalla parte dei suoi avversari? La sua morte poteva essere un elemento che dava ragione e conforto ai suoi oppositori: il vangelo della conversione e della misericordia risultava allora destituito di ogni credibilità? La morte di Cristo doveva essere interpretata come la cifra della sua estraneità al volere divino? Nel giorno di Pasqua noi non vogliamo dimenticare tutte queste cose: è proprio rispetto a tutto questo che sta il miracolo di Dio, è proprio a partire da qui che la risurrezione di Gesù parla ancora al dolore del mondo e alla speranza degli uomini.

Commento al Vangelo del giorno:

I discepoli di Emmaus hanno ancora negli occhi gli eventi della Passione. Il loro Maestro è stato torturato ed ucciso, non possono più riporre in lui la loro speranza, che senso avrebbe? Ma tutto risorge in un incontro. Papa Francesco lo sottolinea affermando: “Il nostro Dio è un lume fioco che arde in un giorno di freddo e di vento, e per quanto sembri fragile la sua presenza in questo mondo, Lui ha scelto il posto che tutti disdegniamo. Poi Gesù ripete per i due discepoli il gestocardine di ogni Eucaristia: prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dà. In questa serie di gesti, non c’è forse tutta la storia di Gesù? E non c’è, in ogni Eucaristia, anche il segno di che cosa dev’essere la Chiesa? Gesù ci prende, ci benedice, “spezza” la nostra vita – perché non c’è amore senza sacrificio – e la offre agli altri, la offre a tutti. È un incontro rapido, quello di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Però in esso c’è tutto il destino della Chiesa. Ci racconta che la comunità cristiana non sta rinchiusa in una cittadella fortificata, ma cammina nel suo ambiente più vitale, vale a dire la strada. E lì incontra le persone, con le loro speranze e le loro delusioni, a volte pesanti. La Chiesa ascolta le storie di tutti, come emergono dallo scrigno della coscienza personale; per poi offrire la Parola di vita, la testimonianza dell’amore, amore fedele fino alla fine. E allora il cuore delle persone torna ad ardere di speranza. Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto momenti difficili, bui; momenti nei quali camminavamo tristi, pensierosi, senza orizzonti, soltanto un muro davanti. E Gesù sempre è accanto a noi per darci la speranza, per riscaldarci il cuore e dire: “Vai avanti, io sono con te. Vai avanti”. Il segreto della strada che conduce a Emmaus è tutto qui: anche attraverso le apparenze contrarie, noi continuiamo ad essere amati, e Dio non smetterà mai di volerci bene”. Grazie, Signore!