Commento al Vangelo del giorno – 04 Luglio – la tua fede ti ha salvata

Il Vangelo di oggi: Mt 9,18-26

donna-che-tocca-mantello-di-GesuIn quel tempo, giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata. Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

Commento al Vangelo del giorno:

Non ci venga il rimpianto del contatto fisico che molte persone ebbero con Gesù, tanti anni fa, perché solo coloro che ebbero fede riuscirono veramente ad avere il beneficio della sua presenza: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello» (Mt 9,21); «Le donne, avvicinatesi, gli cinsero i piedi e lo adorarono» (Mt 28,9). Colui «che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita» (1Gv 1,1). Ancora oggi il Signore Gesù ci prende per mano e ci rialza!

La prese per mano. Immagine sublime dell’amore di Dio che si china sull’uomo, su ogni uomo. Gesù si china sul quel lettuccio dove giace il corpo esamine della fanciulla perché prova compassione, è mosso dalla compassione. Cosa vuol dire compatire? Nel linguaggio biblico significa “sentirsi con”, immedesimarsi nella dimensione esistenziale dell’altro, di chi ci sta accanto, di colui che incontriamo. La prese per mano. Le dita di Dio si intrecciano con quelle dell’uomo e la vita ricomincia a scorrere, la luce della resurrezione penetra e sconfigge il buoi della morte, il “non senso” della sofferenza. Ogni volta che il Signore ci prende per mano diventiamo dei risorti. La nostra cattiveria muore e la bontà ricomincia a scorrere. Risorti! Capaci cioè di instaurare nuove relazioni, di uscire dal nostro isolamento, di stringere un’altra mano, di creare ponti che uniscono Dio.