Commento al Vangelo del giorno: 04 Ottobre 2018 – Qualche tratto che ci rende simili

il Vangelo di oggi: Mt 11,25-30

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Contemplo:

Accostarci a San Francesco
Ci si può accostare a Francesco d’Assisi in una infinità di modi, dalle angolature anche più strane della nostra umanità, più esigenti della nostra religiosità. Ed è sempre una scoperta, un arricchimento; anzi proprio questa pluralità infinita di approcci è dentro la sostanza del suo stesso messaggio, che è di valorizzazione di tutto ciò che è bene, perché è da Dio e a Dio porta. Ma il mondo più desiderato da lui, che tutto voleva personalizzato, è quello di continuare quanto egli ha fatto durante la sua vita; ed è riducibile a questa sola cosa: seguire Cristo interiormente ed esteriormente, per diventare a lui conformi in tutto, sulla terra e anche nella gloria.

Commento al Vangelo del giorno:

Il Signore eleva un canto di lode al Padre, lo ringrazia ed esulta perché, nella sua infinita sapienza, ha deciso di rivelarsi agli umili e ai piccoli anziché agli intelligenti e ai sapienti. C’è aria di famiglia in queste parole in cui sembra riecheggiare il canto del Magnificat… L’agire paradossale di Dio mette in luce come la sua conoscenza non sia alla portata di coloro che “possono arrivarci” con le proprie risorse, ma un dono da accogliere umilmente. La preghiera ribalta il punto di vista dell’uomo di quel tempo e anche dell’uomo di oggi. Da sempre sono stimati e considerati che hanno imparato molto, coloro che hanno le chiavi della conoscenza. Gesù invece si compiace che «queste cose» siano state rivelate ai piccoli, a coloro che hanno il cuore disposto all’ascolto, a quelli che non si sentono migliori di nessuno, a chi sa di dover imparare da tutti. Il Padre è conosciuto dal Figlio e il Figlio dal Padre, in un dinamismo d’amore che si apre solo a coloro che, imparando da Gesù, si fanno miti e umili di cuore. San Francesco d’Assisi, di cui oggi festeggiamo la memoria, è quel piccolo al quale è stato rivelato il volto di Dio. Nella comunicazione di un amore perfetto, che da sempre fa rima col dolore, Francesco ricevette il dono delle Stimmate e sperimentò così nella sua stessa carne l’amore crocifisso, stupidità per i grandi del mondo, ma sapienza e salvezza per i piccoli. Francesco ci mostra che prendere su di sé il giogo di Cristo è dolcezza e leggerezza; nessuno più di lui può testimoniare che chi ha Gesù non ha bisogno di altro.