Commento al Vangelo del giorno: 04 Settembre 2017 – Il lievito dell’amore

Il Vangelo di oggi: Lc 4,16-30 (forma breve Lc 4,16-21)

spirito santoSi recò a Nazareth, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi»

Contemplo:

Tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. (Salmo 138)
Dio è dovunque, e dovunque è presente, ascolta, vede e fa. Ascoltare è proprio della sua natura: ma è proprio della nostra fede pregarlo di essere ascoltati. Egli ci ascolta quando lanciamo improperi, ci ascolta quando sospiriamo, ci ascolta quando parliamo dal profondo del cuore: la fede adempie al compito di pregare che Dio ascolti, affinché Colui che per sua natura ascolta si degni di accogliere la preghiera dell’orante.

Commento al Vangelo del giorno:

Al contrario degli evangelisti Marco e Matteo, che pongono la visita di Gesù a Nazareth al centro dei loro scritti, san Luca preferisce collocarla al principio dell’attività predicativa. Infatti, dopo aver dedicato alcuni passaggi all’infanzia di Gesù, il terzo evangelista narra dell’investitura messianica sulle rive del Giordano per mezzo dello Spirito Santo (Lc 3,21-22) e prosegue con la prima rivelazione pubblica che il Maestro fa della sua natura divina e della sua missione, proprio alla gente radunata nella sinagoga di Nazareth.
Gesù si reca a Nazareth ma i suoi compaesani non credono in lui, lo rifiutano, lo vogliono gettare da un precipizio. Il motivo è evidente: lo conoscono, lo hanno visto crescere, è il figlio del falegname, sanno da dove viene. Anche noi siamo spesso come gli abitanti di Nazaret: non sappiamo riconoscere la presenza di Dio nella quotidianità della vita, nella bontà e generosità di tante persone che ci circondano, che ci sono vicine. Siamo sempre alla ricerca dei gesti eclatanti, dello straordinario. Dio invece si rivela nei piccoli gesti, nella brezza che non fa rumore, che non scuote, che si percepisce solo quando ci sfiora sul far del giorno, all’ombra di un albero, nei velati colori del tramonto. Quante volte non ci accorgiamo della presenza di Dio, dei segni che compie negli umili gesti della quotidianità. La presenza di Dio: una parola buona, un sorriso, un perdono ricevuto o donato, un gesto di bontà verso chi tende la mano del “bisogno”. Piccoli miracoli, prodigi nascosti che si possono scorgere solo con lo sguardo di una fede umile e sincera.