Commento al Vangelo del giorno – 05 Febbraio – la testa di Giovanni!

Il Vangelo di oggi: Mc 6, 14-29

erodiade giovanni battistaVenne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò ». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Commento al Vangelo di oggi:

I risvolti drammatici della storia talvolta ci gettano nello sconcerto e ne restiamo disorientati. La morte di Giovanni il Battista, decapitato per volere di chi ne voleva far tacere la testimonianza, ci appare del tutto ingiusta. Dobbiamo in qualche modo alzare lo sguardo alle realtà eterne, e ritenere che la via di Dio è perfetta anche se non riusciamo a comprenderla pienamente.

Max Giusti, popolare attore e comico lo conosciamo dai suoi successi in tv. Qui riporto cosa pensa del matrimonio: “Viviamo in un’epoca assolutamente diversa da quella dei nostri genitori passo obbligato. Oggi nessuno ti costringe a pronunciare una promessa così grande come “finché morte non ci separi”. E io sinceramente, arrivato alla soglia dei 40 anni, incominciavo infatti il privilegio di vivere la vita che mi ero scelto, guadagnavo bene, ero in salute, e le mie ultime esperienze amorose erano state più all’insegna del “pensavo fosse amore invece era un calesse”. Così, ho pensato: “Chi me lo fa fare di sposarmi?”. Poi però ho incontrato Benedetta, ossia la mia attuale moglie, e ho capito che, se non avessi avuto qualcuno con cui condividere le bellezze della mia vita, queste sarebbero state sterili. Per quel che mi riguarda, a un certo punto ho desiderato indicare le cose con il loro nome: volevo chiamare Benedetta “moglie”, volevo che questo fosse scritto da qualche parte e che tutti lo sapessero. di mia moglie e del nostro amore, e che il matrimonio avrebbe dato un valore aggiunto alla nostra vita. Ho scelto di sposarmi in chiesa perché sono cattolico, di formazione francescana. …la fedeltà? Non dipende dall’ambito in cui si lavora: sta a noi. Per esempio, grazie al mio lavoro conosco molto bene il linguaggio corporeo e mi sono accorto che basta anche un atteggiamento per dare adito ad alcune “proposte”. Al contempo, sono sufficienti anche dei piccoli gesti per mantenere le persone al loro posto. Spetta, insomma, a ciascuno: noi siamo le nostre scelte”…con questi pensieri Erodiade avrebbe fatto decapitare pure lui!