Commento al Vangelo del giorno: 05 Novembre 2019– Le coordinate della disponibilità…

Il Vangelo di oggi: Lc 14,15-24:

“Tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. … “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo….”

povertaIn quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, gli disse: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Contemplo:

Ringraziamo il Signore:
Proviamo ad esaminarci: la prima parola che sale al mio labbro al mattino, durante il giorno, e alla sera, è il ringraziamento, la lode del Signore? Comincio così ogni mia azione e riflessione? In altri termini vivo davvero quella dimensione “eucaristica” il cui primo sentimento è il rendimento di grazie e di lode al Padre? Se esaminiamo almeno l’espressione superficiale che ci caratterizza, dobbiamo confessare che spesso la prima parola è un lamento, una critica, oppure la preoccupazione, il malumore, il senso di stanchezza. Ci sentiamo provocati da fatti attuali e non riusciamo a trovare nessun motivo per ringraziare il Signore. La mentalità “noneucaristica” del mondo che ci circonda si insinua gradualmente anche in noi che finiamo per dire dei “grazie a Dio” aridi e formali.

Commento al Vangelo del giorno:

Tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi… “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo… Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli… mi sono appena sposato…”
La proprietà, l’attività, l’affettività, sono dimensioni importanti, anche se non esclusive, per condurre una vita in pienezza; d’altra parte, queste realtà, possono anche costituire ostacoli non indifferenti nel cogliere la dimensione essenziale e fondamentale di un invito che ha priorità assoluta! Proprio i nullatenenti, gli impossibilitati ad agire, gli abbandonati, si trovano nella condizione più favorevole per accogliere quell’invito inaspettato e lasciato cadere da altri: E’ un dato di fatto: ogni forma di possesso, a tutti i livelli, se si fonda su noi stessi e su quanto possiamo gestire e disporre a piacimento, imprigiona il cuore e la vita. Il vero futuro, però, ha le coordinate della disponibilità e nondell’autodeterminazio ne; della giusta e grata dipendenza, non della distratta o pretestuosa autonomia.