Commento al Vangelo del giorno: 05 Novembre 2018 – Ho paura dei poveri?

Il Vangelo di oggi: Lc 14,12-14

Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi.

povertaIn quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Contemplo:

Ad immagine e somiglianza di Dio
La bibbia insegna che ogni essere umano è creato per amore, fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Questa affermazione ci mostra l’immensa dignità di ogni persona umana. San Giovanni Paolo II ha ricordato come l’amore del tutto speciale che il creatore ha per ogni essere umano “gli conferisce una dignità infinita”. Coloro che si impegnano nella difesa della dignità delle persone possono trovare nella fede cristiana le ragioni più profonde per tale impegno. Che meravigliosa certezza è sapere che la vita di ogni persona non si perde nel caos, in un mondo governato dalla pura casualità o da cicli che si ripetono senza senso! Il creatore può dire a ciascuno di noi: “Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto”. Siamo stati concepiti nel cuore di Dio; ciascuno di noi è frutto di un pensiero di Dio.

Commento al Vangelo del giorno:

L’invito: un gesto dal sapore antico, famigliare, che riaccendere nella nostra mente il calore di un focolare, il sorriso di volti che portiamo impressi nel cuore. Esortandoci ad invitare i poveri, gli storpi, i cechi Gesù vuole darci una nuova famiglia, ci vuole rendere amabile e piacevole la compagnia di persone che noi non vogliamo accettare, che preferiremmo mantenere ai margini della nostra vita, sulla soglia della nostra casa. Io ho paura Dio e quando Dio entra nella mia casa diventa Lui il padrone, Colui che detta i tempi delle mie giornate, che invade anche gli angoli più riservati, più nascosti della mia vita. Il campanello che suona, l’ammalato da visitare, una persona da ascoltare, un forestiero che mi offre gli accendini da comperare: è sempre Lui che mi viene a trovare, che scuote il mio torpore, che diventa ospite del lento scorrere delle mie giornate. Ma una volta che la porta si apre quel campanello, quel gemito di sofferenza, il volto che viene da un paese lontano diventano il sale quotidiano della vita, il significato profondo di ogni esistenza.