Commento al Vangelo del giorno – 05 Settembre – Stendi la mano!

Il Vangelo di oggi: Lc 6, 6-11

Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c’era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui. Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». L’uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?». E volgendo tutt’intorno lo sguardo su di loro, disse all’uomo: «Stendi la mano!». Egli lo fece e la mano guarì. Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù sa leggere, sa scrivere, sa guarire, e soprattutto sa guardare nel cuore degli uomini (cf Lc 9,47). Ogni suo gesto Gesù lo compie nelle sinagoghe, nel tempio, nelle piazze, in aperta campagna, nostro insegnamento e per la nostra salvezza. « È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla? ». Quante domande che sono delle vere risposte per la nostra vita il Signore continua a farci!

essere giudicatiLo sguardo riflette i sentimenti del cuore umano. Nel brano evangelico di Luca gli sguardi si intrecciano, lasciando intravedere le ombre e le luci che si alternano nel cuore degli uomini. “Gli scribi e i farisei lo osservavano …” E’ uno sguardo privo di pietà, inquisitore, gelido. Sono ai margini del campo visivo e di soppiatto cercano di cogliere un pretesto, un cavillo. Sono i guardiani delle esteriorità religiose e devono misurare, controllare, giudicare. Sperano di rimanere nella penombra ma Gesù li scova e senza timore da una lezione al moralismo che tante volte oscura anche il nostro cuore. “C’era la un uomo…”. Al centro della scene si incontrano lo sguardo della sofferenza umana e quello della pietà divina. Si incontrano la supplica e Colui che tutto esaudisce, il deserto e la pioggia. Quella mano inaridita rappresenta ogni nostro male, ogni infermità fisica e spirituale. Dio pone al centro l’uomo e le sue infermità. Giustamente osserva San Agostino: “Il Figlio di Dio assunse la natura umana e in essa sopportò tutto ciò che è umano. È questa per gli uomini una medicina tanto efficace, che più non si può pensare. Quale superbia infatti può guarire, se non guarisce con l’umiltà del Figlio di Dio? Quale avarizia può guarire, se non guarisce con la povertà del Figlio di Dio? Quale iracondia può guarire, se non guarisce può guarire, se non guarisce con la carità del Figlio di Dio? E, infine, quale timidezza può guarire, se non guarisce con la risurrezione di Cristo Signore? ” Così, mentre la mano inaridita dell’uomo si di stente, coloro che giudicano, cioè coloro che vogliono prendere il posto di Dio, sono pieni di rabbia e tramano nuove insidie. E’ la sorte dei superbi: vivere nel rancore. La superbia è il male più insidioso, la madre di ogni altro male.

don Luciano Vitton Mea