Commento al Vangelo del giorno – 06 Dicembre – Preparate la via del Signore

Il Vangelo di oggi: Lc 3,1-6

venuta di cristoNell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Commento al Vangelo di oggi:

La predicazione di Giovanni il Battista ci invita a preparare la via del Signore, una via di rettitudine, di giustizia, di bontà. È un invito a prepararci a una grande gioia, «perché Dio mostrerà il suo splendore a ogni creatura sotto il cielo» (Bar 5,3). La via che dobbiamo preparare al Signore, infatti, è la nostra condotta piena di benevolenza e di compassione, perché abbiamo ricevuto dal Signore il grande dono della vita eterna e della sua misericordia.

Un niente basta a far battere un cuore, come un niente lo può fermare. E se un niente può fermarci sull’abisso, la speranza fa suo questo niente; vi si incarna, ne prende il volto e la voce (don Primo Mazzolari).
“Una sera, racconta una mamma, ci trovavamo seduti a tavola e parlavamo di Gesù e Maria. Mio figlio piccolo, Giuseppe, mi dice: “Sai, mamma, io sono tanto dispiaciuto che non posso vedere Maria e Gesù…”. Stavo per rispondergli quando interviene mia figlia e gli dice: “Sai, Giuseppe, anche io lo penso spesso ma quando la sera mi trovo nel letto sola prima di dormire e magari ho anche paura chiedo a Gesù e Maria di accarezzarmi cosi sicuramente le paure vanno via, e io sento come un vento sottile che mi passa sulle guance e so che sono Loro e mi addormento!”. Il mio piccolo subito mi dice: “Mamma, io vado a letto perché voglio le carezze da Gesù e Maria!”. E dopo qualche minuto lo trovo addormentato e felice per le carezze ricevute”.
Questa storia ha mi richiama alla bellezza della fede e alla semplicità. Quante volte invece di fronte ad una domanda di fede ci addentriamo in discorsi complicati che nessuno capisce. La nostra fede è bella e la sua bellezza passa dalla semplicità del come la amiamo. Un po’ come ci racconta questo fioretto su san Giuseppe da Copertino: “Quando Giuseppe era ancora un giovane frate usciva ogni giorno dal convento, insieme ad un confratello, per la questua. Andare a piedi verso il paese era un tragitto lungo che poteva risultare noioso, cosìcch quel giorno il proprio conto e silenziosamente tante Ave Maria finché fossero arrivati. Giunti in paese il fraticello disse: “Io sono arrivato a cento Ave Maria, e tu?”. Giuseppe, abbassando la testa umilmente, disse. “Non ho ancora finito la prima!”. Giuseppe amava la Madonna e la teneva più possibile