Commento al Vangelo del giorno – 06 Luglio – il regno dei cieli è vicino

Il Vangelo di oggi: Mt 10,1-7

dodici apostoliIn quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino ».

Commento al Vangelo di oggi:

La parola che Gesù ha detto e compiuto è il seme di Dio che i Dodici, e con loro tutti i discepoli, semineranno ovunque. Il Vangelo racconta la chiamata e la missione dei Dodici. Ognuno di loro realizza il proprio nome di figlio, testimoniando ai fratelli l’amore del Padre, rivelato in Cristo Gesù. I Dodici, come i buoni farisei dediti alla preghiera e al servizio della Parola, sono uomini «separati», scelti da ogni tipo di condizione sociale, «consacrati» come profeti dell’unico ed eterno sacerdote, Gesù Cristo.

I primi discepoli di Gesù erano uomini semplici, che conducevano un’esistenza priva di una luce particolare. Tuttavia, Gesù passa vicino a loro e li invita a seguirlo. Nasce, così, la Chiesa, la comunità d’amore che scaturisce dalla chiamata del Signore. Questo invito è ripetuto ancora oggi in mille modi. Molti giovani lasciano la propria famiglia, rinunciano ai propri sogni e progetti per incamminarsi dietro al Maestro. Come Pietro, come Matteo, come Giovanni, come Giacomo… La missione è smisurata, i pericoli sono molti. Questi giovani sono inviati, come i primi apostoli, in tutti i luoghi. Dobbiamo ricordare che il Signore ha scelto gli apostoli non tra i più bravi e rispettati uomini del suo tempo: lo stesso evangelista Matteo, prima di diventare discepolo di Gesù, non godeva di buona fama tra i suoi concittadini. Gli uomini chiamati al sacerdozio, dunque, vengono scelti in base all’amore e alla misericordia di Gesù, secondo il piano misterioso di Dio. I poteri che vengono loro conferiti con l’unzione sacramentale non sono espressione del loro merito, ma generosissima concessione del Signore che, per portare il dono della sua misericordia infinita a noi poveri peccatori, ha scelto di farlo attraverso altri uomini, i quali pure sono debitori verso Dio e bisognosi della sua misericordia. Non è il fatto che un sacerdote sia simpatico o interessante a far sì che ci porti Gesù, ma perché è stato scelto e inviato da Dio. Quando fatichiamo a riconoscere il Signore attraverso i suoi rappresentanti, nella messa, nella confessione o in altri servizi ministeriali, chiediamo luce al Signore. Sta sempre lì, anche se stentiamo a riconoscere i suoi tratti, perfino dove c’è mediocrità, pochezza e debolezza.