Commento al Vangelo del giorno – 07 Aprile 2017 – Una grande tela

Il Vangelo di oggi: Gv 10,31-42

pietreI Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei? Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre». Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Gesù si ritira oltre il Giordano. Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Commento al Vangelo del giorno:

Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù (Gv 10,31).
Lapidare: cioè giustiziare, riportare le cose e le persone al loro giusto posto. E, naturalmente, rispetto a questo modo di vivere, la presenza e la parola di Gesù sono certamente scomode e ingombranti! È impegnativo averlo accanto nello scorrere delle giornate. Lo era allora, lo è oggi. Ci sono giorni in cui anche noi vorremmo far tacere il Vangelo, le sue logiche, il suo sovvertire certi «giusti» equilibri. Ma la Parola non tace, non si maschera, non si lascia piegare agli interessi di pochi; sfugge da chi vuole dominarla.

Il brano evangelico di quest’oggi sembra ad una grande tela dove i chiaroscuri dominano il tratteggio del paesaggio; le luci e le ombre si alternano fino al declinare del giorno dove l’oscurità pare respingere la luce oltre i crinali dei monti. Da un lato le opere di Gesù, manifestazioni concrete della vicinanza e dell’amore di Dio; dall’altro le pietre tra le mani degli uomini, immagine concreta, e non certo simbolica, dei loro cuori. Le luci di Dio e le ombre degli uomini.
Gesù che se ne va oltre il Giordano, che non cede alle logiche umane fondate spesso sulla forza, nel tenere le pietre tra le mani, è per tutti noi la testimonianza concreta che la debolezza di Dio è in realtà la sua forza. La bontà e la mansuetudine sono perdenti nell’immediato ma risultano vincenti nel tempo perché aprono la storia alla speranza, rimangono segni indelebili, dischiudono il tempo all’eternità. Diceva S. Giovanni Crisostomo: «Cristo pasce agnelli, non lupi. Se ci faremo agnelli vinceremo, se diventeremo lupi perderemo». Non è facile, come non è facile la croce di Cristo sempre tentata dal fascino della spada. Ci sarà chi voglia regalare al mondo la presenza di “questo Cristo”?