Commento al Vangelo del giorno: 07 Febbrao 2018 – L’unica rivoluzione

Il Vangelo di oggi: Mc 7,14-23

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo». Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo».

Contemplo:

Ascoltatemi e comprendete!
Ti ringraziamo, Signore Gesù, perchè hai voluto farci sentire la tua voce, con parole che possiamo capire e con la forza di Dio. Il Padre, Principio primo, da cui proviene ogni realtà, ha voluto che noi ascoltassimo in te la sua Parola, il suo Verbo. Tu sei parola di soavità e dolcezza interiore, comprensibile e trasmessa a noi con il dono e la consolazione dello Spirito Santo, autore della nostra santificazione.

Commento al Vangelo del giorno:

La tradizione ebraica aveva cristallizzato la parola di Dio in un numero infinito di prescrizioni e divieti che avevano offuscato la pienezza della legge: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22, 37- 39). Gesù, nel brano evangelico, ribadisce il primato del cuore e sottolinea che non sono le cose esterne a rendere impura la vita dell’uomo, ma che è dall’interno dell’uomo che nascono le azioni cattive e ogni forma di iniquità. Gesù non è venuto ad abolire la legge ma a portarla a compimento e a sintetizzarla nell’unico ed eterno comandamento: quello dell’amore. L’amore segna l’unica e vera rivoluzione capace di cambiare il cuore dell’uomo, di purificarlo dalle scorie dell’egoismo e di renderlo puro e luminoso. Chi vive nell’amore vive nella verità, nel distacco e riconosce nel volto dell’altro la presenza velata di Dio. Osserva con acutezza Giorgio La Pira: «Ora, talvolta, – anzi spesso! – avviene questo: che anche noi cristiani ci attacchiamo a certi valori relativi come se fossero assoluti e non ci accorgiamo che questi valori, che erano considerati come assoluti prima di Cristo, non possono più essere considerati tali dopo che Cristo è venuto. Sotto l’azione fermentatrice – anche se invisibile – dell’amore, essi vengono gradualmente purificati; viene sgretolata la corteccia che nasconde il loro nucleo sostanziale; vengono lentamente, ma immancabilmente, collocati nel loro vero posto nella gerarchia dei valori». I farisei avevano assolutizzato il relativo e ottenebrato i cardini che rendono il rapporto con Dio vero ed autentico. Gesù ristabilisce la giusta gerarchia dei valori ponendo al centro di tutta la legge l’amore verso Dio e verso gli uomini.