Commento al Vangelo del giorno – 07 Marzo – La preghiera più grande

Il Vangelo di oggi: Mt 6,7-15

padre nostroPregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Commento al Vangelo del giorno:

Sarà dolce e consolante sentirci dire dal Signore: «Venite, benedetti del Padre mio nel regno dell’amore». Come poter essere sicuri di sentire rivolta a noi una tale parola? Con l’amare il nostro prossimo. Accogliere gli altri, assisterli, soccorrerli nelle loro necessità, significa accogliere e assistere Dio stesso che ha voluto dimorarenei nostri cuori.

“Voi dunque pregate così…”.
È bello che i discepoli abbiano chiesto a Gesù di imparare a pregare con i pensieri e le attese di Dio Padre, e trovo che Egli non poteva consegnarci una preghiera più grande. Gesù, infatti, ci insegna a dire: Padre nostro. Non Padre mio, perché tutti siamo incatenati l’uno all’altro, come in una cordata, soprattutto quando preghiamo. Non Padre mio, perché Dio è Padre per tutti e noi, pur nella nostra fragilità, nella vita quotidiana siamo fratelli di tutti, anche di chi non conosciamo. Non Padre mio, perché tutti possiamo imparare a lasciarci amare dalla Sua paternità, che è bontà, misericordia, giustizia, santità. Può essere difficile dire: “Padre nostro”, ma la Chiesa non può ammettere assenze attorno al suo focolare, che è l’amore di Dio portato i da Cristo. Dentro possiamo starci tutti: dal buon ladrone crocifisso insieme a Gesù al bambino non ancora nato, che di Gesù non conosce neppure il nome. Che bello quindi poter dire: “Padre nostro!”.

Fiorella Elmetti