Commento al Vangelo del giorno: 07 Novembre 2017 – Meglio essere nudi

Il Vangelo di oggi: Lc 14,15-25

peccatoriUno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: «Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio! ». Gesù rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena».

Contemplo:

La Chiesa non è solo quella delle persone buone
«La Chiesa non è la Chiesa solo per le persone buone. Vogliamo dire chi appartiene alla Chiesa, a questa festa? I peccatori, tutti noi peccatori siamo stati invitati. E qui cosa si fa? Si fa una comunità, che ha doni diversi: uno ha il dono della profezia, l’altro il ministero, qui è un insegnante… Qui è sorta. Tutti hanno una qualità, una virtù. Ma la festa si fa portando questo che ho in comune con tutti… Alla festa si partecipa, si partecipa totalmente. Non si può capire l’esistenza cristiana senza questa partecipazione. È una partecipazione di tutti noi. “Io vado alla festa, ma mi fermo soltanto al primo salottino, perché devo stare soltanto con tre o quattro che io conosco e gli altri…” Questo non si può fare nella Chiesa! O tu entri con tutti o tu rimani fuori! Tu non puoi fare una selezione: la Chiesa è per tutti, incominciando per questi che ho detto, i più emarginati. È la Chiesa di tutti!». (Papa Francesco, omelia da Santa Marta 5 Novembre 2013)

Commento al Vangelo del giorno:

Devo lasciare il campo, legare i buoi nella stalla, dare l’ultimo bacio alla donna che amo. Tutto è pronto. Nell’aria già si sente il suono della festa, i profumi della primavera. Depongo le vesti di questo mondo, l’abito velato di tanta rispettabilità, di onorificenze insignificanti. I pizzi che si comprano vendendo se stessi non mi appartengono. Sull’abisso di questa nuova alba meglio essere nudi, ricoperti di quel poco che abbiamo racimolato, quei quattro stracci ereditati dalla comune povertà. Devo scendere in strada, col mio fardello. Subito. Quelli della “prima” chiamata già sono entrati. Sono i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. Quelli veri. La sala è grande, mi hanno detto che c’è ancora posto. I servi stanno per uscire, ci sarà una seconda chiamata. Nella grande piazza un gran movimento. Tanti comprano, altri vendono. Non posso fermarmi, devo andare. Dove passo farmi trovare? Dove passeranno i servi del Signore? Mi fermo vicino alla siepe. Per incontrare Dio tutti i luoghi sono adatti, perché Lui non ha una casa. Quando hanno chiesto a Gesù: «Maestro, dove abiti?», egli ha risposto: «Gli uccelli dell’aria hanno i loro nidi, le volpi le loro tane, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Ed è lì, vicino alla siepe, lungo i sentieri, ai crocicchi dove si consuma l’umana sofferenza che incontro quei servi che spingono e fanno entrare all’eterno banchetto.