Commento al Vangelo del giorno – 07 Novembre – Dio conosce i vostri cuori

Il Vangelo di oggi: Lc 16-9,15

foto: Pino della Sega

foto: Pino dellasega

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».

Commento al Vangelo di oggi:

Credere a Dio o alla ricchezza? Essere fedeli a Dio o alla ricchezza? «Ciò che fra gli uomini è esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole», ossia, spiega Gesù, ci sono cose di poco conto e cose importanti nella nostra vita, e, diversamente dalla fede in Dio, la ricchezza può condurre gli uomini alla disonestà, tanto da far perdere la strada per le «dimore eterne». Impariamo da Maria, la serva del Signore, a usare i beni della terra: «Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore»

Proseguiamo nella lettura e nell’ascolto del capitolo 16 di Luca. Siamo di fronte a una serie di sentenze pronunciate da Gesù per mostrare ai suoi discepoli attraverso quali atteggiamenti concreti possono vivere e testimoniare i valori del regno. Il tema delle diverse “massime” è quello del rapporto con il denaro e con le ricchezze e quello della fedeltà a questi o all’insegnamento di Gesù.
Per farci capire che l’unica cosa che conti veramente per ogni uomo sia arrivare alla vita eterna, Gesù non ha paura di invitarci ad usare astutamente e intelligentemente anche il “vil denaro” purché ci conduca al Bene così apprezzabile e incomparabile. Nei versetti del vangelo che abbiamo ascoltato ieri il tema portante era il medesimo. La ricchezza e il denaro sono importanti solo se li usiamo per arrivare alla vita senza fine. Gesù ci dice: non è male se possedete ricchezze e denaro, a condizione che questi beni terreni vi servono esclusivamente per giungere al regno di Dio nella vita eterna. I beni terreni sono un mezzo e non il fine della nostra vita terrena. Gesù aggiunge ancora che la virtù che dobbiamo coltivare sempre, quella sulla quale saremo messi alla prova, è la fedeltà. A chi dobbiamo essere fedeli? A Dio oppure a mammona. Dobbiamo scegliere. Abbiamo di fronte a noi due strade, e dobbiamo sceglierne una. Inevitabilmente scarteremo l’altra. L’insegnamento del Maestro prosegue col dirci che sovente ciò che agli occhi umani è apprezzabile, tale non è agli occhi di Dio. Ci può essere utile fare attenzione a questo insegnamento, qualora siamo nel dubbio e non sappiamo quale scelta operare.