Commento al Vangelo del giorno: 08 ennaio 2019 – Pecore senza pastore.

Martedì 8 gennaio 2019
1Gv 4, 7-10; Sal 71
Vangelo secondo Marco (6, 34-44)

In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. 
Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».
E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.
Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

 

Medita la Parola

Nel racconto della moltiplicazione dei pani possiamo trovare il modus agendi di ogni pa­store. Gesù innanzitutto ha compassione della folla che Io segue, ne comprende i reali bisogni e cerca di trovare la risposta giusta, non quella più semplice. Allora, come nuovo Mosè, prima istruisce la gente (la comunità cristiana) con la sua Parola (la parola di Dio) e poi la sfama moltiplicando pani e pesci (l’Eucaristia). In questo lavoro coinvolge anche i suoi discepoli (la Chiesa). Tutti i cinquemila uomi­ni si sfamano e avanzano perfino dodici ceste piene di pane e di pesci. Nulla deve andare perduto nella mensa preparata da Gesù, il quale più che avere un potere miracoloso, ha il potere di dare agli uomini il necessario per vivere bene ogni giorno. I gesti e le azioni che il Figlio compie nei riguardi dell’u­manità non sono solo belle parole o cose astratte e teoriche, ma realtà che incidono nella vita e nella storia umana trasformandola, aprendo l’orizzonte sconfinato della comunione con Dio. È bello sapere che a quest’opera possiamo contribuire anche noi, con il nostro piccolo, con i nostri cinque pani e due pesci, che messi nelle mani di Dio diventano tutto il necessario di cui l’altro ha bisogno.

 

Preghiamo la Parola

Ti ringrazio, Signore, Buon Pastore, per esserti preso cura di me nel mio smarrimento. Donami di accogliere il tuo invito a collaborare con te nell’andare incontro ai tanti miei fratelli che, come me, hanno bisogno della tua guida e della tua salvezza. Ti offro quel poco che ho perché tu lo moltiplichi e diventi risposta d’amore concreto per il mio prossimo. Amen!