Commento al Vangelo del giorno: 08 Giugno 2018 – Il senso della nostra vita

Il Vangelo di oggi: Gv 19,31-37

gesu deposto dalla croceEra il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso ». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

Contemplo:

Una tensione
Tu che, senza volgerti indietro, vorresti seguire il Cristo, ti prepari a camminare con un cuore riconciliato anche in seno alle tensioni più forti? Perdonare e di nuovo perdonare. In ciò consiste l’estremo dell’amore. Adempi così l’ultima preghiera di Gesù: «Perdona loro perché non sanno quello che fanno». Si perdona non in vista di un cambiamento dell’altro, ma solo per seguire Cristo. Cerca la limpidezza del cuore. Non manipolare mai la coscienza altrui, utilizzando la sua inquietudine a mo’ di leva per piegarlo al tuo modo di vedere. Per sentirti liberato dalla tentazione, canta il Cristo fino alla gioia serena.

Commento al Vangelo del giorno:

Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio? É la domanda che Gesù rivolge anche a noi per sollecitarci a scoprire la sua identità. Forse anche noi siamo abituati a dire: Gesù è il Signore, ma proiettiamo su di noi le nostre idee su Dio, le nostre fantasie. Oggi la parola ci fa intuire il grande mistero nel quale egli stesso ci introduce, ma che noi fatichiamo a comprendere. La nostra logica razionale non riesce ad ammettere gli opposti: Dio-bambino, Eternotemporale, preesistente-finito. Non è forse proprio di Dio poter far coesistere realtà apparentemente contrastanti? invochiamo, allora, il dono dello Spirito che solo può illuminare il nostro cuore e farci riconoscere nella povertà e nell’umiltà di Gesù il vero volto di Dio, il senso della nostra vita.