Commento al Vangelo del giorno – 08 Marzo – Ma a volte esageriamo

Il Vangelo di oggi: Lc 11,29-32

segno di dioMentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui. Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui.

Commento al Vangelo di oggi:

«Signore, tu gradisci la sincerità nel mio intimo, nel segreto del cuore mi insegni la sapienza» (Sal 50,8). Riflettere sul nostro peccato è utile per rendersi conto della propria fragilità. È una sapienza preziosa per capire quanto siamo bisognosi dell’aiuto di Dio: occorre, per questo, essere sinceri con se stessi e riconoscere i propri errori.

Cerchiamo sempre segni, e a mio modesto parere non è un male. Fino a quando il nostro cuore è inquieto possiamo metterci in gioco, porre domande e imparare ogni giorno a dar valore alla vita. Ma a volte esageriamo, quando non diamo fiducia alla Parola, quando ci accontentiamo del cammino cristiano iniziato a catechismo e mai più approfondito e vissuto. Paolo Curtaz commenta: “Ci è dato solo il segno di Giona: la predicazione che Gesù fa deve essere sufficiente al popolo ebraico per riconoscere in lui l’inviato di Dio. Ma così non accade: bisognosi di miracoli e segni, gli uomini pongono continuamente delle condizioni a Dio. Sappiamo sfruttare la Parola che abitualmente ascoltiamo, non poniamo sciocche condizioni a Dio e non lasciamoci passare davanti da tutti coloro che – non avendo un’esperienza di fede – con entusiasmo si lasciano convertire dalla Parola. Ma, ahimé, non c’è nessuno più difficile da convertire di un presunto pio credente che crede di credere. Monito bruciante per noi a non abituarci mai al messaggio del Signore, invito pressante a lasciarci scuotere e convertire dai tanti Giona che oggi incontreremo”.