Commento al Vangelo del giorno: 08 Novembre 2017 – Rinunciare!

Il Vangelo di oggi: Lc 14,25-33

rinunciareSiccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

Contemplo:

Porta la tua croce
«Portare la croce» per noi è diventata quasi un’espressione proverbiale, e magari la ripetiamo scherzosamente pensando agli altri, considerati nostra croce. San Luca in un altro passo dice che la croce di Cristo va portata «ogni giorno» (Lc 9,23). Ricordiamo, inoltre, che tale invito non è mai da solo, ma sempre associato alla sequela di Gesù: non è possibile, infatti, portare la nostra croce da soli, ma lo è se andiamo dietro a Gesù e diveniamo suoi discepoli.

Commento al Vangelo del giorno:

Quanti progetti si fanno nella vita! Alcuni si realizzano velocemente e con pochi sforzi, per altri invece tutto richiede più tempo e più energie. È giusto che ognuno faccia i propri calcoli, come colui che “volendo costruire una torre”, calcola la spesa per valutare “se ha i mezzi per portarla a termine”. O come il re che, “partendo in guerra contro un altro re” esamina di quanti uomini ha bisogno e quale strategia adoperare per conseguire la vittoria. Eppure nel vangelo spicca il termine “rinuncia” che nel vocabolario di Gesù non è una parola qualsiasi, ma un invito preciso. Un sinonimo di “rinuncia” possiamo indicarlo con il termine “preferenza” e ci invita a costruire un legame con Gesù, a non fermarsi agli affetti familiari che pure ci devono essere ed è bello che ci siano. “Rinuncia” significa inoltre “distaccarsi”, il non fermarsi a ciò che abbiamo e che ci è stato dato in dono. Ma c’è un aspetto più profondo legato alla “rinuncia”, ovvero la “rinascita spirituale”, il lasciare che Dio agisca come vuole lui, non come vogliamo noi. Mons. Luigi Novarese, che la Chiesa ha riconosciuto venerabile e fondatore del CVS, in un suo scritto diventato un canto che i giovani dell’Associazione amano cantare ad un certo punto dice: “Ho bisogno di allargare i miei orizzonti, di comprendere che la vita non è soltanto quella che vedo”. Qui sta il punto. Gesù ci chiede la “rinuncia” da noi stessi proprio per venire incontro a questo bisogno di ampliare i nostri orizzonti e poter così guardare con spirito nuovo al fratello che ci vive accanto e al mondo con le sue storture. È chiaro che se non rinunciamo non possiamo costruire un legame di fiducia con Dio: “Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”. Più chiaro di così…