Commento al Vangelo del giorno: 08 Ottobre 2019 – L’eco di un altro nome.

Il Vangelo di oggi: Lc 10,38-42:

“Maria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola”

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Contemplo:

Luce di Cristo:
Ormai, “la luce splende nelle tenebre”, e il mondo passa dall’oscurità alla chiarezza. In ogni uomo si verifica questo passaggio: ciascuno riceve Cristo- luce nelle proprie tenebre interiori, e con lui vede illuminarsi l’orizzonte. Mediante questa luce, vi è una liberazione nei riguardi dei pregiudizi, delle false idee, delle illusioni. Basta ricevere la luce per essere illuminati e perché le tenebre siano dissipate. La felicità che procura la luce è più apprezzata dopo aver sofferto l’oscurità e aver desiderato la liberazione da ogni imprigionamento intellettuale. Ogni esistenza cristiana si caratterizza per la gioia crescente della luce di Cristo che riduce sempre più le tenebre e apre allo Spirito prospettive più giuste e più ampie.

Commento al Vangelo del giorno:

Scusa Gesù se oggi scelgo Marta, se mi soffermo su questa donna che “non sa scegliere la parte migliore”. Mi è simpatica Marta, la sento tanto vicina, mi piace la sua vitalità. E’ lei che ti ospita nella sua casa, e si rimbocca le maniche, che si cinge il grembiule. Si pone davanti a te, così com’è, ti spalanca l’uscio della sua vita senza nulla nascondere. Nella sua frenesia permette a Maria di sedersi ai tuoi piedi per ascoltare la Parola che tutto svela, lascia “il meglio” a sua sorella. Ci ricorda che senza l’accoglienza, quella porta spalancata, il primato della Parola viene meno, il buon seme non può attecchire. E’ servizievole Marta, lo devi ammettere. E il servizio è la strada maestra che ci apre all’amore e tu sei l’amore. Quelle mani che impastano, apparecchiano, lavano, mettono nel forno il pane della fraternità, sono preludio di un nuovo giorno, delle nozze eterne, di un’alba senza tramonto. Preludio di altre mani. Mani di zoppi e ciechi, di gente “raccogliticcia”, che nella grande sala dell’amore eterno prendono il posto degli invitati che con tanta ipocrisia, hanno declinato, sono venuti meno, sono rimasti nei campi di questo mondo. Lo so Signore, l’abito di Marta non è ancora acconcio alle nozze, è sporco, porta l’odore acre del fuoco del focolare. Per questo la rimproveri, la metti in guardia: “Marta, Marta tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno”. Tu ami Marta Signore, per questo pronunci il suo nome con tana dolcezza, con discreta sollecitudine. Come vorrei che Tu pronunciassi il mio nome con la stessa dolcezza; ma sono troppo affaccendato e i rumori di questo mondo soffocano la tua voce. E’ per questo che oggi mi accontento di un eco lontano, della dolcezza di un altro nome: “Marta Marta….”