Commento al Vangelo del giorno: 09 Febbraio 2017 – Spigolatrice di misericordia

Il Vangelo di oggi: Mc 7,24-30

Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto. Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine sirofenicia. Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù fa di tutto per restare nascosto ed evitare una notorietà inutile al regno di Dio. Egli sembra rinunciare con la sua amabile, umile e discreta umanità a far risplendere la potenza della divinità. Ma «la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (Gv 1,5): il Signore Gesù non può rimanere nascosto, poiché la sua luce brilla nel cuore dei credenti e si mostra a coloro che hanno fede.

la-ricerca-della-felicitaSì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli».
A ben pensarci la vita non è fatta che di briciole. Le cose vere vanno sorseggiate, possono essere gustate in quantità minime, devono essere centellinate. Il mendicare mantiene umili. La povertà, se non si copre di miseria, è condizione indispensabile per incontrare Dio. La donna del Vangelo tende la mano, insiste, si accontenta delle briciole, spigola la misericordia divina. ”Gesù è stato povero come condizione familiare e come stile di vita. Con i suoi apostoli ce lo dice il vangelo talvolta, per mangiare, spigolava lungo la strada. Forse si pensa poco a questo: il Figlio di Dio che si curva a raccattare qualche spiga caduta ai mietitori, per sfamarsi”.
(A. BALLESTRERO, Parlare di cose verissime).
“Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine sirofenìcia”. E’ bene sentirci tutti un po’ forestieri di fronte al mistero di Dio. Chi presume di possederlo, lo perde, diventa autentico straniero nella sua stessa casa. Dio è amore, un amore così grande che si cela, si vela di ciò che è infinitamente piccolo. Anche Gesù si incarna, diventa uomo, ma rimane esule, pellegrino, un po’ forestiero. Non ha una casa, è senza fissa dimora. In poche parole è inafferrabile. Ed è pura grazia che sia così. “In altra occasione dice: «Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli i nidi. Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Qualcuno gli domanda: «Signore, dove abiti?». E Gesù: «Venite e vedete». Quelli vanno e che cosa vedono?
La felicità di un’umile povertà, non predicata sui tetti, non ostentata in un programma prestabilito, ma vissuta”
(A. BALLESTRERO, Parlare di cose verissime, Casale Monf. Roma 1990, 78s.).
Così, mentre i vicini e i dotti, si allontanano dal Signore, questa donna povera e straniera diventa maestra di fede, immagine del credente, modello di autentica spiritualità cristiana.