Commento al Vangelo del giorno: 09 Gennaio 2019 – La prima domanda è quella del pane

Il Vangelo di oggi: Mc 6,34-44

”Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci…”

dacci il paneIn quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare ». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Contemplo:

La nostra notte
La notte dell’uomo e del mondo è tutto quello che ci resta tra le nostre mani quando ci sottraiamo al comandamento dell’amore, tanto verso Dio che verso il prossimo. Ed è una notte che pare diventare più buia se appena alziamo il capo dalla nostra circoscritta esperienza per considerare l’arco desolante e vasto che tiene tanta umanità nella guerra, nella indigenza, nella negazione dei diritti dovuti. Molti uomini non sanno ancora quando la vita è giorno e non lo sapranno mai. Solo chi non guarda la realtà con la lucida cognizione non si accorge che la nostra notte è proprio come quella che perennemente comincia in qualche parte del mondo non appena il sole scompare dal nostro orizzonte.

Commento al Vangelo del giorno:

Quando leggo questo brano evangelico subito sussurro la preghiera del Padre Nostro dove si chiede al Padre Celeste di darci il “nostro pane quotidiano”. E’ la domanda che sta al centro della preghiera che Gesù ci ha insegnato secondo la versione di Matteo. E’ preceduta da tre richieste e seguita da altre tre invocazioni. Fa impressione che il cuore della preghiera sia una richiesta tanto semplice, forse agli occhi di qualcuno, addirittura banale. In realtà è la petizione che illumina tutte le altre, il cardine attorno al quale viene santificato il nome di Dio, si implora la venuta del Regno, si compie la Sua volontà. E’ la richiesta che ci ricorda che siamo creature, che abbiamo bisogno di mangiare per vivere, che siamo limitati. “La prima domanda che dobbiamo fare per noi è quella del pane. Da a noi oggi, domani, ogni giorno il pane. Questa richiesta ci ricorda in modo impellente che siamo abitati da bisogni, da una fame che ogni giorno deve essere saziata. Senza pane è tutta la nostra vita che se ne và”. (Enzo Bianchi)
I pochi pani messi nelle mani di Gesù ci ricordano anche il frutto del nostro lavoro, la fatica del vivere, il sudore della fronte. Il pane è ciò che noi abbiamo seminato, raccolto, impastato, fatto cuocere sulle braci della quotidianità. Su questa semina, su questa fatica, sulle mani che hanno sparso il seme che produce le spighe si inserisce la potenza di Dio, il miracolo, la moltiplicazione. Anche il pane spirituale, l’Eucarestia, il Corpo di Cristo, si inserisce sull’impasto dell’acqua e della farina. Gesù viene in mezzo a noi, si spezza per noi, sotto le “specie” del pane, frutto del lavoro dell’uomo. Ecco perché ogni giorno chiediamo a Dio il dono del pane per la sussistenza, perché è la premessa di ogni altro dono.