Commento al Vangelo del giorno – 09 Maggio – io ho vinto il mondo!

il Vangelo di oggi: Gv 16,29-33

digiuno dei discepoliIn quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio ». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Commento al Vangelo del giorno:

Grazie, Signore Gesù, che hai vinto il mondo, non con la brutalità della violenza, ma con la forza ragionevole dell’amore, non per sottometterlo, ma per salvarlo e per portarlo alla conoscenza della verità (cf lTm 2,4). «Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede » (1Gv 5,4).

Gesù non intende fare sconti ai suoi discepoli, dice loro la realtà, gli “butta in faccia” la loro fragilità: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me». La solitudine di Gesù, questo abbandono nel momento del bisogno, è parte integrante della sua passione, uno dei pegni che deve pagare per riscattare tutte le solitudini umane. La notte interiore di Gesù nel giardino del Getsemani illumina le nostre notti con la luce discreta della sua presenza, feconda qualsiasi umana disperazione. San Giovanni della Croce parla di questo passaggio oscuro ritenendolo fondamentale per fare verità in noi, per crescere in una fede più vera ed autentica: “ Ma questa [notte] mi guidava più certa della luce meridiana dove mi aspettava chi ben io conoscevo, in luogo dove nessuno si mostrava. O notte che guidasti, notte più cara dell’aurora: notte che hai riunito l’Amato con l’Amata, l’Amata nell’Amato trasformata!” La solitudine crea, in fondo, verità: fa cadere le false sicurezze, ci svela il vero volto di presunti amici, ci toglie i sostegni effimeri delle realtà materiali. Nella solitudine anche il sudore diventa sangue. Ma questo sudore che diventa sangue genera una nuova forza, meglio, una nuova spiritualità. “Quando cominci a sostarvi [nella solitudine], i tuoi sentimenti non fanno che diventare più forti, e tu scivoli nella depressione. Il compito spirituale non è quello di sfuggire alla tua solitudine, né di lasciarti annegare in essa, ma di scoprirne la fonte. Non è cosa facile da fare, ma quando riesci a identificare in qualche modo il luogo da cui questi sentimenti emergono, essi perderanno un po’ del loro potere su di te”.