Commento al Vangelo del giorno: 09 Marzo 2018 – Ascolta!

Il Vangelo di oggi: Mc 12,28-34

ascoltare gesuAllora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi». Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici ». Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Contemplo:

DIO AL DI LA’ DEL TEMPO
Si parla spesso della sofferenza di Dio. Che significa per Dio soffrire, visto che vive in una gloria beata, e che Cristo risorto non muore più? La passione di Cristo è a un tempo un avvenimento storico e una verità al di là della storia. La sua realtà spirituale, la salvezza che porta in sé, continuano ad essere presenti perché Dio è al di là del tempo. Ciò che è stato vissuto ieri, è attuale oggi. Essere cristiani significa essere Cristo oggi. Integrare nel nostro essere il mistero della sua morte e risurrezione, cosa che si traduce nella morte a noi stessi per ripetere nella nostra vita ciò che Cristo ha vissuto nella sua. E’ il senso del battesimo che ci identifica con la morte e risurrezione di cristo. Fa dei cristiani figli di Dio e della Chiesa, segno di un carattere che è indelebile.

Commento al Vangelo del giorno:

Mi impressiona sempre quel comando di Gesù: “Ascolta…”. È come se Egli mi si avvicinasse tra tanta gente, tra tante voci, tra tanti rumori e parlasse proprio a me, prendendomi il viso tra le sue mani benedette e mi guardasse dritto negli occhi con tenerezza, ma anche con fermezza. Perché lui può accettare tutto, anche la mia distrazione, ma non vuole essere per me un semplice pensiero che scivola via. Perché anch’Egli ha bisogno di essere preso in considerazione. Gesù non parla solo con le parole, ma parla anche (e molto di più) attraverso i silenzi. Mi accorgo “almeno io” io del suo continuo dare amore e soffrire per la nostra salvezza? Qualcosa del genere lo vivono tutti coloro per i quali Gesù non è uno qualunque. E l’ha vissuto anche la mamma di don Bosco, il quale aveva raccolto a Torino moltissimi ragazzi abbandonati per strada. Sua madre, Margherita, aveva il compito difficile di fungere da madre di famiglia, una famiglia molto, molto numerosa. Un giorno, non potendone più, dichiarò a suo figlio: “Sono distrutta, rompono tutto, non c’è modo di controllarli, non ce la faccio più, trova qualcun altro per occuparsi di loro! Don Bosco resta silenzioso. Conosce la pena che lei si dà per i ragazzi, giorno e notte. Allora tira fuori dalla tasca un crocefisso e lo mette davanti agli occhi di sua madre. Lei guarda a lungo Gesù in croce… Capisce il messaggio… Infatti Gesù non è mai scappato dal campo di battaglia quando la situazione era troppo difficile. Allora mamma Margherita finisce per dire: “Va bene… resto!”.