Commento al Vangelo del giorno – 10 Aprile 2017 – Il profumo di nardo era lì

Il Vangelo di oggi: Gv 12,1-11

marta lava i piedi a gesuSei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempi del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento danari per poi darli ai poveri? ». Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Commento al Vangelo del giorno:

Tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo (di puro nardo) (Gv 12,3).
Lasciamolo entrare nella nostra casa. Lasciamo che la nostra vita sia invasa ndall’irrefrenabile profumo del dono. L’amore immenso e gratuito di Dio si fa carne, si lascia contemplare sulla croce in tutta la sua sconvolgente e folle radicalità. II profumo deciso e delicato del dono sciolga le nostre resistenze e ci apra al mistero dell’amore.

Da Internet leggo che “Il nardo è un’essenza orientale originaria delle regioni montuose dell’India settentrionale. La pianta del nardo vegeta sui pendii montani dell’Himalaya e da essa si ricavava uno dei profumi più celebri e più pregiati dell’antichità. Il nardo indiano fu tra i primi materiali aromatici impiegati dagli antichi Egizi come unguento balsamico. Si tratta di una essenza molto densa, dal forte e caratteristico odore dolce e legnoso, molto caldo, intensamente aromatico che, insieme ad altre 10 erbe, era anche impiegata come fumogeno profumante per l’incenso nel Tempio di Gerusalemme. Per il fatto di originarsi ad altissime quote, il nardo era atto a simboleggiare il profumo dell’Amore di Dio, chiamato “profumo effuso” nel Cantico dei Cantici”. Nel vangelo di oggi il profumo di nardo viene versato sui piedi di Gesù da Maria, la sorella di Marta e di Lazzaro, grata al Maestro per averle restituito il fratello dopo quattro giorni dalla morte. Ma in verità il profumo di nardo era già lì nella persona di Gesù. È per lui che nella casa di Betania si radunarono in festa gli amici e “fecero una cena”. È per lui che “molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù”. Sì, il profumo di nardo era lì, bastava un po’ di coraggio e umiltà e anche Giuda lo avrebbe capito.