Commento al Vangelo del giorno: 10 Maggio 2017 – Dalle tenebre alla luce

Il Vangelo di oggi: Gv 12,44-50

Gesù allora gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io  come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me».

Commento al Vangelo del giorno:

Tutto il Vangelo di Giovanni proclama Gesù come luce del mondo. Egli è la luce che illumina il cammino della nostra vita, per portarci fuori dalle tenebre, dalle incertezze dei nostri pensieri e dagli inciampi dei nostri peccati, ed è la luce che ci aspetta alla fine del nostro cammino, nella gloria. Non con gli occhi del corpo, ma con gli occhi della fede noi possiamo vedere la gloria divina di Gesù.

Il brano contiene l’ultimo appello di Gesù, prima della passione, a credere in lui per avere la vita. Gesù chiede, ancora una volta, che si creda in lui, perché questa fede è fede in colui che lo ha mandato, per strappare gli uomini alle tenebre. Alla promessa della salvezza per il credente, segue   un’affermazione su chi non crede, su chi ascolta le sue parole e non le osserva o su chi rifiuta l’inviato del Padre. La parola di Gesù, in quanto egli viene dal Padre, ha un potere giudicante, ma, a quanti la accolgono, comunica la vita eterna. La luce e le tenebre. È il contrasto su cui i fonda tutta la catechesi evangelica dell’apostolo Giovanni. Fin dal prologo, infatti, l’Evangelista ci avverte che la vicenda di Gesù e il suo mistero pasquale si possono riassumere in questo: egli, luce da luce che viene dal Padre, è venuto per rischiarare il cammino dell’uomo verso Dio. Luce che non   s’impone e non costringe l’uomo. Chi decide di vivere nel peccato e nel rifiuto di Dio e del suo amore si autocondanna alla tenebra e alla notte. È evidente che, nel cammino di fede, la scelta di stare dalla parte della luce o delle tenebre non è possibile farla una volta per tutte: se scegliamo il Signore, dobbiamo poi confermare questa decisione attraverso il nostro comportamento nella quotidianità.