Commento al Vangelo del giorno: 10 Maggio 2018 – Il dolore diventa gioia

Il Vangelo di oggi: Gv 16,16-20

gioiaIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Contemplo:

Non siamo padroni
Quando Dio ha creato il mondo, non lo ha creato compiuto: la creazione non è finita. L’uomo ha preso possesso lentamente della terra, forgiandola, adattandola alle sue esigenze, sviluppando le potenzialità del creato per il suo bene e per la gloria di Dio. In modo particolare oggi stiamo assistendo a trasformazioni impensabili fino a pochi decenni fa. Esse ci fanno vedere come l’uomo abbia capacità sconfinate, di cui sono strumento le nuove tecnologie. Non siamo però padroni del creato. Dobbiamo collaborare con Dio nel portarlo a compimento, rispettando la natura e le leggi insite in essa. Dio ci ha affidato il creato, perché potessimo custodirlo e perfezionarlo, non per sfruttarlo e manipolarlo a nostro piacimento.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù, dopo aver compiuto la sua opera di salvezza ritorna al Padre; perciò dice ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Il Signore non allude alle sue apparizioni dopo la Risurrezione, ma alla presenza continua dello Spirito che rende efficace la salvezza. Per Giovanni, conoscere il Padre e colui che questi ha inviato, non riguarda il futuro, ma il presente. La nostra vita provvisoria, caduca, sfocerà nella vita eterna; eterna non solo perché non finisce mai ma perché è la vita piena, è Dio stesso, la cui visione è beatificante.
Medita:
Le lacrime degli apostoli saranno davvero amare per due motivi: da un lato il Maestro, da lì a poche ore, verrà loro tolto in maniera brutale e violenta. Ma dall’altro essi piangeranno, perché in quel momento nessuno di loro gli starà vicino; la sofferenza e la croce sveleranno tutta la paura e la vigliaccheria che vivono nel loro cuore. Ma Gesù non si sofferma su questo: egli dice loro semplicemente che quelle lacrime si trasformeranno in gioia. E la gioia sarà tale che nessuno potrà sottrargliela: questa è la promessa del Salvatore. Chi ti dice che le tue esperienze fallimentari siano da dimenticare? Quante volte, invece, esse sono state preludio di nuove situazioni positive e di strade nuove da percorrere? Il Maestro vuole insegnarti che a volte le lacrime servono proprio per purificare gli occhi e vedere meglio dove andare.