Commento al Vangelo del giorno – 10 Marzo – Tra le sabbie e le dune…

Il Vangelo di oggi: Mt 5,20-26

Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio.  Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!perdono di dio

Commento al Vangelo del giorno:

Dopo aver dato la sua legge di amore e di rispetto per la vita e il creato, il Signore ci esorta a mettere in pratica quanto abbiamo udito. Non possiamo pensare che sia sufficiente celebrare l’eucaristia, ascoltare la sua parola o seguire belle cerimonie in chiesa. Occorre applicare la sua parola nella vita quotidiana, in modo da essere suoi veri figli, che seguono la via della beatitudine.

La quaresima è un tempo di grazia dove il Signore vuole attiraci a se, condurci nel deserto e parlare al nostro cuore. Tra la sabbia e le dune riarse dal sole siamo chiamati a fare un’esperienza di verità, una verità sulla nostra vita e per incontrare Lui che è Verità. E’ necessario inoltrarci nel deserto, perché nel deserto cadono le nostre false sicurezze, quei sostegni che spesso mettiamo alla nostra vita, quelle sicurezze fondate esclusivamente sulle nostre forze. Nel deserto non riusciamo più ad andare sulle alture per servire gli idoli falsi fabbricati da mano d’uomo; nel deserto siamo soli con la nostra verità, con la verità della nostra povera vita, con i nostri difetti, mancanze e, perché no, anche con il nostro peccato. E’ come uno specchio dove vediamo il nostro volto ma senza trucco, senza creme, lo vediamo con le rughe, le rughe di un’esistenza che spesso è segnata da una lontananza. E allora prendiamo un poco paura, ma in questo cammino di conoscenza vera di noi stessi incontriamo anche, e questa volta è una luce vera, la presenza di Dio, la sua voce che nel deserto ci dice: “ Non spaventarti dei tuoi limiti, dei tuoi errori, io sono Colui che vuole fidanzarsi con te, Colui che ti vuole sposare così come sei e farti camminare su una strada di libertà. Infatti anche Israele, per ritrovare la libertà ha dovuto camminare per quarant’anni nel deserto”. E’ un’esperienza bellissima, quindi, quella della Quaresima, dove, prendendo conoscenza dei nostri limiti, nell’ascolto attento della Parola di Dio, frequentato più assiduamente la Santa Messa festiva e praticando opere buone di carità, possiamo intraprendere il nostro esodo, un cammino di liberazione verso la Pasqua, verso la resurrezione interiore di un uomo nuovo, un uomo per sempre riconciliato con Dio e con i fratelli.