Commento al Vangelo del giorno: 11 Dicembre 2018 – Un Dio alla ricerca di uno solo di noi

Il Vangelo di oggi: 18, 12-14

“Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda»

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Contemplo:

Nel deserto:
In questo deserto del nostro cuore dobbiamo preparare la via al Signore. Per costruire la via per il Signore dobbiamo arrischiare di affrontare il nostro deserto. Dobbiamo guardare in noi tutto ciò che c’è di rimosso, di represso, di oscuro e tenderlo a Dio. Dio verrà a noi non certo sulle strade sontuose di Babilonia, non sulle strade del nostro successo e dei nostri meriti. Noi preferiremmo incontrare Dio al di fuori di noi stessi, in liturgie edificanti, nella comunione fraterna. Eppure Dio ci viene incontro proprio nel nostro deserto. Vuole incontrarci lì, per celebrare la festa della redenzione, per unirsi a noi e per trasformare ogni realtà in noi. Allora si che nel nostro deserto“scorreranno torrenti” (Is 35, 1.6ss).

Commento al Vangelo del giorno:

L’immagine delle novantanove pecore suggerisce una sproporzione, uno sbilanciamento. Si badi bene: nel testo di Matteo il pastore non è nel recinto, non lascia le pecore al sicuro, ma le “lascia sui monti” e va a cercare quella smarrita. Ora sui monti le novantanove pecore potrebbero non essere al sicuro, potrebbero arrivare i lupi, potrebbero smarrirsi altre pecore in assenza del pastore. Mentre il pastore cerca di salvarne una potrebbe perderne ben più d’una. Il buon senso suggerirebbe di rassegnarsi, di lasciar perdere quella smarrita e di tenere tutte le altre. In fondo, una pecora su cento è una perdita ragionevole. È l’uno per cento, non molto. Quindi qui Gesù non sta descrivendo un comportamento ragionevole, equilibrato e prudente. Sta descrivendo un pastore che, potremmo dire, ha perso la testa, che non si rassegna a veder morire nessuna delle sue pecore. Ciascuna delle pecore ha un valore inestimabile, infinito. Chi è questo pastore? È il Padre. È un Dio che perde letteralmente la testa per ciascuna delle sue creature. Perde qualunque equilibrio, dimentica la prudenza, si getta negli anfratti dei monti alla ricerca di uno solo di noi.