Commento al Vangelo del giorno: 11 Dicembre – Il dubbio ci apre alla speranza

Il Vangelo di oggi: Mt 11,2-11

Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me». Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere?
Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te. In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Commento al Vangelo del giorno:

Giovanni il Battista, il Precursore, che annuncia la venuta del Messia, è il personaggio tipico dell’Avvento. Elia, «assunto in un turbine di fuoco… designato a rimproverare i tempi futuri» (Sir 48,910) è il rappresentante di tutti i Profeti. Gesù afferma che il vero Elia dei suoi tempi è Giovanni Battista. Dopo Giovanni Battista e tutti i Profeti, anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire, ma per rinnovare e risuscitare: «Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell’amore! »

vangelo-di-oggiAlzi la mano chi non ha mai avuto un dubbio di fede! Io ne ho avuti e, forse, è proprio grazie a questo che credo. Anche un grande Papa come Paolo VI, in una delle sue annotazioni, scriveva: “Il dubbio è la via alla verità”. Basta non nascondersi dietro di esso, dire: “Non troverò mai risposta”, allora impediremmo alla Grazia di lavorare, di smuovere in noi il terreno sassoso fino a farlo diventare fertile. Anche Giovanni, così sicuro in precedenza, oggi è attraversato dal dubbio. La domanda è chiara: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?”. In apparenza, Giovanni sembra proprio un’altra persona, più intimidita dagli eventi. Non dimentichiamo che in questa pagina lo troviamo imprigionato nelle carceri del re Erode. Giovanni non è un malfattore, ma uno che parla delle cose di Dio, quindi il suo è un dubbio importante, di quelli che fanno riflettere. Molte volte di fronte al male del mondo anche noi coviamo lo stesso dubbio: Sei proprio tu colui che deve venire? Di fronte ai problemi dell’umanità: fame, guerre, divorzi, suicidi, malattie… qual è la risposta? 13 milioni di bambini orfani dell’AIDS, 40 milioni le persone infettate dall’AIDS, 826 milioni di persone nel mondo sono malnutrite. Due miliardi di persone soffrono di anemia per mancanza di ferro, dovuto ad una scarsa alimentazione 30.500 bambini ogni giorno muoiono per malattie facilmente curabili Nel Sud del Mondo il 60% della Popolazione vive con 1 dollaro al giorno. Più di 50 milioni di persone soffrono di lesioni cerebrali dovute alla fame. In Cina un milione di operaie lavora per più di 15 ore al giorno. Sei proprio tu colui che deve venire? La risposta di Gesù è: “Riferite a Giovani (e a ciascuno di noi) ciò che voi vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti…”. Sì, Gesù, la vita con Te rinasce e nel mondo si ricrea la speranza. Sei proprio Tu colui che deve venire.