Commento al Vangelo del giorno – 11 Dicembre – la sapienza è stata riconosciuta

Il Vangelo di oggi:

gesù-amoreIn quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Commento al Vangelo di oggi:

Noi non aspettiamo più: Gesù è venuto! La redenzione d’Israele si è perfettamente compiuta. Colui che doveva venire è venuto e non se ne può aspettare un altro (Mt 11,3). Eppure noi aspettiamo ancora qualcosa; ogni epoca aspetta una nuova «visita di Dio». Tale attesa assume un carattere più intenso in questa specie di «avvento» più lungo che è la nostra vita. Aspettiamo tutti, nella Chiesa, un rinnovamento spirituale e la realizzazione piena della nuova Pentecoste

Il passo di Dio è discreto. Egli non si impone con l’evidenza del fulmine, non scuote con la violenza del vento impetuoso, ma si propone con il suggerimento di una brezza leggera. Dio si presenta a noi attraverso dei segni. Può accadere che non ce ne accorgiamo, perché stiamo guardando da un’altra parte. Oppure che non ne riconosciamo il linguaggio, perché non siamo addestrati. Spesso succede che, abituati ad aspettare sempre qualcosa d’altro rispetto alla realtà presente, ci lamentiamo del segno che ci è dato. Come bambini capricciosi vogliamo sempre un’altra cosa, o addirittura il contrario di quel che ci viene dato. Così sprechiamo gran parte delle nostre energie a respingere la vita che ci è donata, sognando una strada diversa per il nostro compimento. Ci lamentiamo della pioggia e poi del sole, della bonaccia e poi del vento, della salita e poi della discesa. Intanto la realtà avanza imperiosa e Dio continua a percorrere la sua strada verso di noi; nel frattempo noi abbiamo svoltato. Non riconosciamo, sotto il velo di ciò che accade, il valore passaggio avviene quando riconosciamo che la realtà ci è amica, e i fatti che accadono sono provvidenziali. a noi con il volto della sofferenza e della fatica, porta con sé una possibilità di bene, ed è via di salvezza. Dio, incarnato in Gesù, ha preso su di sé tutta la vita umana, e l’ha redenta attraverso la sua croce e risurrezione, alla quale ci chiede, come amici fedeli, di associarci, certi della sua vittoria. sue opere». Accettando le circostanze della vita non come obiezione ma come occasione, possiamo sperimentare la potenza dell’amore di Dio che vince ogni male.