Commento al Vangelo del giorno: 11 Novembre 2019 – La fede: una montagna

Il Vangelo di oggi: Lc 17,1-6:

“Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!”

montagna fedeIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Contemplo:

La missione di Gesù:
La missione di Gesù comprende la missione degli uomini impoveriti, prigionieri e oppressi. Comunque si interpreti è innegabile che il programma di Gesù è particolarmente rivolto a quelle categorie di persone. Non manca chi prova disagio di fronte a questa predilezione di Gesù per gli ultimi. Dio non fa differenze, si sente a volte dire: Dio non emargina nessuno. Appunto: proprio perché non emargina nessuno, Dio predilige gli ultimi, quelli già emarginati dagli uomini. Ci sono predilezioni che dividono e predilezioni che, al contrario, uniscono. La predilezione per gli ultimi non crea emarginazioni, ma si sforza di abolirle. In ogni caso, questa predilezione è il segno dello Spirito e fa parte dell’originalità della missione cristiana.

Commento al Vangelo del giorno:

La fede: una montagna dove il cielo diventa un tutt’uno con la neve accecante, la stessa che da vita a ruscelli, fiumi, prati, campi, orti… La fede, un piccolo granello che tutto può. Sradica l’egoismo dai cuori, trasforma l’odio in amore, il rancore in perdono. “Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe”. Così l’oceano del mio cuore, quest’abisso dove i sentimenti più belli perdono il profumo dell’innocenza, diventa uno piccolo spazio dove Dio prende casa, diventa mio ospite. “Felice quell’uomo che fa abitare nel suo cuore quel Dio che è amore. Felice il cuore, pur umile ed angusto, che dentro di sé pone spiritualmente, come in una dimora tranquilla, colui che il cielo e la terra non possono contenere… (MARTYRIOS [SAHDONA], Sull’amore perfetto per Dio e per gli altri, Magnano 1993, llss.,passim).
Questo è il miracolo più bello, il gelso che un granello di fede può sradicare. La semplicità evangelica consiste proprio nel saper scorgere dentro di me e attorno a me le grandi opere che Dio compie, avvertire la sua presenza lungo lo scorrere del tempo, tra i dirupi della quotidianità. La fede è lampada ai miei passi. Mi permette di vedere, scorgere, guardare il volto di un Dio che non si è ancora stancato di me. “Tu, per essere con me, per ascoltarmi, udirmi e rispondermi, non aspetti che io diventi qualcosa di grande. Sono state la mia bassezza e la mia umanità che ti hanno spinto a rendermi uguale a te, facendoti scendere fino al mio livello e vivere in me per la tua sollecitudine misericordiosa”. (TH. MERTON, Pensieri nella solitudine, Milano 1999, 119s.) Così quest’amore che scende, che si abbassa fino a me, scalda la coltre nevosa che copre il mio cuore, la stessa che dà vita a ruscelli, fiumi, prati, campi, orti…