Commento al Vangelo del giorno – 11 Ottobre 2016 – Cristiani in tutto

Il Vangelo di oggi: Lc 11,37-41

donare-al-prossimoIn quel tempo, mentre Gesù stava parlando,un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola. Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo.

Commento al Vangelo di oggi:

«L’amore copre una moltitudine di peccati» (lPt 4,8), e «Tutto è puro per i puri» (Tt 1,15). La partecipazione, la condivisione delle ricchezze spirituali e materiali che abbiamo, opererà una reale purificazione, per noi e per tutta l’umanità. Nella ricerca della salvezza, l’ideale per ognuno di noi sarà mettere in comune, ciascuno secondo la propria vocazione, ciò che ha ricevuto in dono, per far parte del popolo di Dio.

Per accogliere l’insegnamento del Vangelo di oggi, dobbiamo andare oltre il linguaggio duro di Gesù. I rimproveri fatti ai Farisei riguardano anche noi cristiani. È vero che la nostra religione non esige la circoncisione ebraica, né le abluzioni obbligatorie, presenti, invece, nell’Islam. Tuttavia anche il nostro modo di rapportarci al Battesimo, o di partecipare alla Messa e agli altri momenti di preghiera personale e comunitaria, sono messi in discussione dalla polemica antifarisaica di Gesù. Anche noi rischiamo d’accontentarci del rito, e ritenerci cristiani soltanto perché il nostro nome è scritto nei registri parrocchiali. Ci vuole altro! Non possiamo dirci cristiani, se non lo comproviamo in tutti i nostri comportamenti. Perciò il nostro rapporto con Dio non può ridursi all’ora domenicale che passiamo in chiesa. Attenti, però, c’è anche per “i buoni cristiani” il rischio di scambiare l’appello all’interiorità per alibi all’intimismo. Niente di più sbagliato. Non a caso Luca invita ad un gesto preciso: «Datelo in elemosina». Tutto ciò è in continuità con la predicazione dei Profeti, che si scagliavano contro una religiosità ridotta ai riti e poco attenta agli impegni sociali. Prendiamo, allora, sul serio una raccomandazione presa dalla lettera di san Giacomo: «Religione pura… è soccorrere i deboli ».