Commento al Vangelo del giorno: 11 Settembre 2017 – Un appuntamento a cui Dio non rinuncia

Il Vangelo di oggi: Lc 6,6-11

gesu insegna nella sinagogaUn altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c’era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui. Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». L’uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?». E volgendo tutt’intorno lo sguardo su di loro, disse all’uomo: «Stendi la mano!». Egli lo fece e la mano guarì. Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Contemplo:

Cristo in voi, speranza di gloria
Per realizzare «il mistero nascosto da secoli» ogni cristiano è disposto, come Paolo, a contemplare «ciò che manca ai patimenti di Cristo», non perché l’opera di salvezza operata da Cristo Gesù sia incompleta – a lui non manca niente! – ma perché Cristo nel suo corpo che è la Chiesa è ancora in cammino, continua a soffrire al fianco di ognuno di noi, per vincere in noi il peccato e «per rendere ciascuno perfetto» e degno di raggiungere «la gloria».

Commento al Vangelo del giorno:

«Alzati e mettiti nel mezzo!»
Un appuntamento a cui Dio non rinuncia, un’opportunità da cui nessuno è escluso, una guarigione che va oltre lo sciogliersi di una mano per avvolgere un’intera esistenza: senza un orario prestabilito, ad uno dei tanti bivi che caratterizzano lo scorrere del tempo la salvezza ci attende, ci pone nel mezzo del mistero di un amore che va oltre i limiti del male, del nostro peccato. Il Signore arriva quando meno te lo aspetti, senza suonare il campanello, senza entrare dalla porta principale. In maniera furtiva passa dal retro, da quella fessura che il nostro egoismo non è riuscito a sigillare. Per farci alzare e mettere nel mezzo di un mistero che non ci appartiene, perché di altra natura, si serve di tutti, si cinge con gli abiti più umili, trasforma il nostro male in salutare medicina. Un appuntamento a cui Dio non rinuncia: ha i colori della fantasia, il sapore della gratuità, le tenui luci di un tramonto che avvolge i ruvidi legni di una croce. Una mano rattrappita: emblema di tante chiusure, di tante durezze, di troppi nodi che avvinghiano il cuore degli uomini, il mio povero cuore. La potente mano di Dio, segno della sua misericordiosa bontà, che, oltre i rigidi steccati della religiosità umana, salva ogni miseria umana in attesa, in quel buio angolo,di una luce che non appartiene ai crepuscoli di questo mondo.